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Archive for the ‘dizionari’ Category

{Interessanti novità dalla banca dati terminologica europea IATE (InterActive Terminology for Europe) che da alcune settimane ha messo a disposizione una versione scaricabile della sua vasta raccolta terminologica, fatta di oltre 8 milioni di termini nelle 24 lingue europee.

IATE

In questo articolo vedremo insieme come trasformare il materiale fornito da IATE in un semplice glossario bilingue (formato Excel o TXT “tab-delimited”) da importare successivamente nel nostro CAT preferito. Questo ci permetterà di accedere alla terminologia IATE anche senza una connessione internet.

Il file, che si può scaricare da questa pagina, è in formato TBX (TermBase eXchange) e pesa oltre 2GB. Come spiegato sul sito, si tratta di una versione ridotta della banca dati, nel senso che non contiene i commenti né altri campi che sono presenti nella versione online (la terminologia è invece presente integralmente). Nella tabella che segue una panoramica del materiale che si trova nel file:

Language

Number of terms

Bulgarian

           29288  

Czech

           26202  

Danish

           568998  

German

           982209  

Greek

           500253  

English

           1285247  

Spanish

           576790  

Estonian

           32472  

Finnish

           306922  

French

           1244893  

Irish

           57490  

Croatian

           8257  

Hungarian

           47420  

Italian

           659906  

Lithuanian

           50313  

Latvian

           28844  

Maltese

           35284  

Dutch

           644824  

Polish

           54299  

Portuguese

           506583  

Romanian

           34820  

Slovak

           33844  

Slovenian

           41800  

Swedish

           290879  

Latin

           61383  

Multilinugal

           4892  

 All

     
8114112  

Sebbene TermBase eXchange sia uno dei formati che vengono letti ad es. da MultiTerm Convert:

MultiTerm Convert

il file è talmente pesante che dopo pochi minuti su un PC con 16GB di RAM l’operazione si interrompe per un problema di memoria:

System Out Of Memory

Meglio così, perché pensandoci bene cosa ce ne facciamo di un glossario in 24 lingue? Il glossario completo potrebbe al massimo essere interessante per un’agenzia, alla quale consiglio di leggere questo articolo in cui Paul Filkin propone una soluzione (abbastanza macchinosa e non gratuita) per convertire l’intera banca dati IATE in un glossario MultiTerm. Ma per noi traduttori professionisti nella maggior parte dei casi è sufficiente creare un semplice glossario bilingue nella nostra combinazione di lavoro (o al massimo 2 o 3 glossari se lavoriamo con più lingue).

Per farlo dobbiamo ricorrere a Xbench di ApSIC, un software abbastanza noto nel nostro ambiente, apprezzato soprattutto per le sue potenti funzioni di assicurazione della qualità da usare in combinazione con quei CAT che non le hanno. Per gestire file di grandi dimensioni come quello fornito da IATE dobbiamo scaricare da questa pagina la versione a 64-bit di Xbench 3.0 – Build 1243 (con la versione a 32-bit non funziona).

Una volta scaricato e installato il programma, dobbiamo specificare il nostro indirizzo e-mail per registrarci (la versione trial funziona per 30 giorni) e quindi creare un nuovo progetto:

Creazione di un nuovo progetto

Nella finestra Project Properties clicchiamo sul pulsante Add…, selezioniamo il formato del glossario (TBX/MARTIF) e clicchiamo su Next:

Selezione del formato

Nella scheda successiva File List clicchiamo sul pulsante Add File…, selezioniamo il file TBX che abbiamo scaricato dal sito IATE e clicchiamo su Next:

Selezione del file

Nella scheda successiva Properties spuntiamo la casella davanti all’opzione Remove duplicates e clicchiamo su Next:

Remove duplicates

Il passaggio successivo è un po’ più lungo, perché dopo aver cliccato su Next Xbench carica l’elenco delle lingue. Essendo il file molto pesante, questa operazione può durare anche diversi minuti:

Caricamento delle lingue

Una volta che Xbench ha caricato l’elenco delle lingue nella scheda Language Settings, togliamo il segno di spunta dall’opzione Include segment even if source or target text is missing (perché nel nostro glossario vogliamo importare solo i termini di una lingua per i quali esiste anche un corrispondente nell’altra lingua), selezioniamo la lingua Source, la lingua Target e clicchiamo sul pulsante OK:

Selezione delle lingue

A questo punto la finestra Add Files to Project si chiude e nella finestra Project Properties vediamo che è stato caricato il glossario IATE:

Xbench pronto per l'estrazione

Cliccando sul pulsante OK in alto a destra viene avviata l’estrazione della terminologia nella coppia di lingue da noi scelta. Anche la finestra Project Properties si chiude e Xbench inizia a lavorare. Cliccando su See Details è possibile seguire in tempo reale quanti termini vengono estratti da Xbench:

Dettagli dell'estrazione

Una volta terminata l’estrazione, la barra verde in alto scompare e in basso viene visualizzato il numero totale di termini estratti:

468.600 termini estratti

Bene, ora manca solo più un passaggio, cioè l’esportazione dei termini estratti in un file Excel che ci permetterà poi di caricare la terminologia nel nostro CAT preferito. Per farlo, dobbiamo selezionare dal menu Tools la voce Export Items…:

Esportazione dei termini estratti

Nella finestra Export Items, mettiamo il segno di spunta davanti alla voce All items in a glossary e quindi selezioniamo il glossario appena estratto dal sottostante elenco (cliccare sulla freccia rivolta in basso). Poi nell’area Output selezioniamo il formato XLSX, diamo un nome al file (cliccare sul pulsante con i tre puntini) e spuntiamo la casella Add a header in first row. Controlliamo ancora una volta che tutte le impostazioni siano corrette e clicchiamo sul pulsante OK:

Impostazioni di esportazione

Xbench procede così all’esportazione dei dati nel file Excel:

Esportazione dei dati

Nel mio esempio, quando ho aperto il file Excel ho visto che erano stati esportati 441.354 termini. I 27.246 termini mancanti sono probabilmente le ripetizioni che Xbench ha eliminato automaticamente durante l’esportazione:

File Excel creato da Xbench

Oltre alle due colonne delle lingue, nel file Excel ne ho trovate altre 35, la maggior parte delle quali vuote e le rimanenti di scarso interesse per me. Prima di importare i dati in MultiTerm, ho eliminato tutte le colonne e tenuto solo quelle delle due lingue. Quindi ho convertito il file Excel in un file XLM con MultiTerm Convert e poi importato il file XML in MultiTerm. Durante questo ultimo passaggio, MultiTerm ha importato solo circa 330 mila termini al primo giro. Allora ho creato un nuovo file con i 111.000 termini che aveva saltato e di questi ne sono avanzati altri 4000 circa che ho importato al terzo giro, per un totale di 441.350:

Glossario MultiTerm de-it

Per convertire il file Excel in un file TXT con termini separati da tabulatore (ad es. per WordFast o DejaVu), dal menu File di Excel cliccare su Save As…, selezionare il formato Text (Tab delimited) (*.txt) e cliccare sul pulsante Save:

Conversione Excel - Tab delimited

Questo sistema con Xbench mi sembra – al momento – la soluzione più veloce e interessante, soprattutto perché permette di creare glossari bilingui in qualsiasi combinazione linguistica immaginabile.

Buon divertimento!

Stefano

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{ Segnalo al volo un articolo pubblicato ieri sul blog della Terminology Coordination Unit dell’UE, in cui si annunciano nuovi widget e add-on del browser per accedere ancora più rapidamente al database terminologico IATE.

Access IATE Public

Leggi l’articolo completo per maggiori informazioni.

Stefano

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{ Tutti abbiamo il nostro tesoretto terminologico: risorse online tra i segnalibri del browser o semplici elenchi in formato PDF, DOC o Excel che abbiamo raccolto nel corso degli anni e salvato sul nostro disco rigido.

E quando dobbiamo consultarlo, seguiamo tutti più o meno la stessa procedura: andiamo a visitare il sito online oppure apriamo il caveau in cui si trovano i file e iniziamo la nostra caccia al tesoro quotidiana! Alcuni di noi, più esperti, usano sofisticati programmi come IntelliWebSearch o Archivarius 3000 che permettono ricerche ancora più veloci.

Un giorno però mi sono chiesto: perché perdere tutto questo tempo per cercare sempre le stesse cose? Non esiste un metodo più pratico? Uno è certamente quello di riunire tutto questo bengodi terminologico in un unico mega-glossario da attivare poi nel nostro CAT-tool preferito, eventualmente in aggiunta a quello del cliente. Con un simile glossario, infatti, i termini ci verranno proposti automaticamente mentre traduciamo e non dobbiamo ogni volta andare a cercarceli, né con le chiavi, né con altri programmi.

Anche se la procedura spiegata in questo articolo si riferisce a Trados Studio 2011 con MultiTerm, è valida (con le necessarie variazioni) anche per altri CAT-tool.

Siete pronti?

Iniziamo con i requisiti che deve soddisfare una risorsa per poter far parte del nostro mega-glossario. Prima di tutto deve essere una risorsa di qualità, proveniente da una fonte affidabile e contenente la terminologia che ci capita di usare spesso (indipendentemente dal cliente). Apro una piccola parentesi: sono sicuro che ciascuno di noi sia in grado di valutare da solo se un glossario è valido o meno. Ricordiamoci solo che qualsiasi risorsa (anche la più affidabile) va sempre trattata con le pinze e valutata bene prima di essere usata. Chiusa parentesi.

La risorsa deve inoltre rispondere a determinati requisiti formali. Considerando il fatto che il formato di partenza per poter importare un glossario in quasi tutti i CAT è sempre Excel (file XLS, CSV, TXT), i candidati ideali sono:

  1. File XLS/XLSX (TS2011 e Déjà Vu X2) con voci suddivise in varie colonne: questo è il formato che richiede meno tempo, perché basta ripulirlo e importarlo.
  2. File TXT (WordFast e Déjà Vu X2) o CSV (memoQ) con voci separate da tabulatore, virgola, punto e virgola, ecc.: anche questi file richiedono poco tempo, perché si importano direttamente o si gestiscono comodamente in Excel.
  3. File DOC e PDF con voci contenute in una tabella: questi file devono prima essere trasferiti manualmente in Excel.
  4. Risorse online con voci incolonnate in una tabella HTML: in questo caso occorre fare un copia&incolla delle voci in Excel (può richiedere più tempo se le tabelle sono suddivise su più pagine).
  5. Risorse online/offline affidabili ma impossibili da trasferire automaticamente, ad es. perché ogni voce ha una sua pagina: questo è il formato che richiede più tempo, perché dobbiamo fare un copia&incolla manuale delle singole voci in Excel.

Nei primi 3 gruppi rientrano i già citati elenchi che abbiamo sul nostro disco rigido e che ci capita di consultare spesso, nonché altre risorse esterne disponibili in uno di questi formati (vedere l’elenco più in basso). I file DOC non dovrebbero creare problemi particolari, mentre per i file PDF esistono programmi di conversione (ad es. Solid Converter® PDF) dotati di una funzione speciale per estrarre i dati contenuti nelle tabelle in un file Excel:

Funzione di Solid Converter® PDF per estrarre tabelle PDF in Excel

Funzione di Solid Converter® PDF per estrarre tabelle PDF in Excel

Nel penultimo gruppo rientrano ad es. risorse tipo questa:

Risorsa online con termini incolonnati

Risorsa online con termini incolonnati

… che, con pochi clic, possono essere importate in un file Excel:

Trasferimento dei dati in Excel

Trasferimento dei dati in Excel

Qui in realtà ci va qualche clic in più: nella colonna dell’italiano abbiamo infatti tutte le voci che iniziano con la maiuscola e alcune hanno degli asterischi alla fine. Copiamo allora la colonna dell’italiano e la incolliamo in un file Word, selezioniamo tutto il testo, premiamo una o più volte la combinazione di tasti Shift+F3 per mettere tutte le iniziali minuscole, poi cancelliamo tutti gli asterischi con il comando Replace, controlliamo che sia tutto a posto e reimportiamo la colonna in Excel. Anche il genere tra parentesi nelle voci source può essere facilmente eliminato in Word, sempre con il comando Replace.

Nell’ultimo gruppo rientrano invece risorse come questa:

Questo glossario deve essere trasferito manualmente in Excel

Questo glossario deve essere trasferito manualmente in Excel

Questo è il tipico esempio di glossario che non può essere importato automaticamente, ma la cui affidabilità, completezza o importanza per il nostro lavoro giustificano un copia&incolla manuale di ogni singola voce. Lo so: lavoro lungo e noioso, ma che vale senz’altro la pena e, una volta finito, durerà per sempre. Ad esempio, per trasferire in un file Excel il glossario della World Road Association di circa 1500 voci – incluse tutte le descrizioni – ho impiegato 3 x 4 ore. Operazioni come queste possono essere fatte un po’ alla volta, nei momenti in cui abbiamo meno da fare del solito.

Un’altra questione importante che dobbiamo risolvere prima di iniziare è la struttura che dovrà avere il nostro mega-glossario. In base ad essa, infatti, dovremo strutturare il file Excel ogni volta che importeremo nuove risorse. Quando ho creato il mio, ho optato per una struttura chiara e semplice:

La struttura delle colonne deve essere identica a quella del glossario

La struttura delle colonne deve essere identica a quella del glossario

Anche il mio glossario MultiTerm è strutturato nello stesso modo: ci sono i due campi delle lingue GERMAN e ITALIAN, due campi per eventuali descrizioni (che ho chiamato Definition e Definizione) e i due campi Fonte/Quelle:

Struttura del glossario in MultiTerm

Per glossari di questo tipo, contenenti terminologia mista proveniente da più parti, avere il campo della fonte sempre compilato è molto utile, così quando ci viene suggerito un termine in TS2011 vediamo subito anche da dove arriva:

Fonte sempre bene in vista in TS2011

Fonte sempre bene in vista in TS2011

Per MultiTerm, l’ordine dei campi nel file Excel è indifferente e non sempre devono esserci tutti. L’importante è che i nomi delle colonne corrispondano esattamente ai nomi dei campi nel glossario (maiuscole/minuscole). Ecco come si presenta un file Excel nella sua configurazione minima di 3 colonne (target-source-fonte):

File Excel con il numero minimo di colonne

File Excel con il numero minimo di colonne

Una volta creato il glossario con la struttura desiderata e capito cosa può essere importato e cosa no, possiamo partire, magari iniziando proprio dai file che abbiamo sul nostro disco rigido e che consultiamo più frequentemente.

Se vi manca l’ultima parte, cioè l’importazione del file Excel nel glossario MultiTerm, vi rimando a questa mia nota pubblica di Facebook che spiega passo passo la procedura.

Consiglio vivamente di fare sempre una copia di backup del mega-glossario prima di importare una nuova serie di dati: questo ci consentirà di correre ai ripari se la procedura di importazione è stata incompleta, perché ci siamo dimenticati qualcosa o si sono verificati altri problemi.

Il mega-glossario MultiTerm che ho creato per me contiene al momento più di 88.000 voci, provenienti dalle seguenti risorse esterne (per lo più multilingue) e da altri glossari de-it personali con terminologia convalidata dal cliente:

Risorse in formato MultiTerm 2011

  • Glossario Microsoft (lingue europee) in formato MultiTerm 2011 su translationzone.com (necessaria la registrazione). Sfogliare le pagine di OpenExchange per altri glossari Microsoft in altre lingue. Sul sito Microsoft si trovano in quasi 100 lingue, ma richiedono più tempo perché in formato TBX e ogni lingua sempre in coppia con l’inglese (MULTILINGUE, informatica, ~20000 voci)

Risorse in formato Excel

  • EuroVoc: thesaurus multilingue dell’Unione europea (MULTILINGUE, terminologia dei settori d’attività dell’UE, con attenzione particolare per l’attività parlamentare, ~7000 voci)
  • Glossario ECHA (MULTILINGUE, chimica, ~1000 voci)
  • TESE – Thesaurus of Education Systems in Europe (MULTILINGUE, educazione, ~1500 voci)
  • Vocabolario comune appalti pubblici (CPV) adottato dal regolamento (CE) n° 213/2008 (MULTILINGUE, ~9500 voci)
  • Sicurezza dei documenti PRADO (versione Excel) (MULTILINGUE, ~300 voci)
  • Glossapedia, la raccolta dei glossari del Dipartimento Lingue – Fondazione Scuole Civiche Milano (principalmente IT-DE-EN-FR-ES, argomenti vari)

Risorse in formato DOC/PDF

  • Abbreviazioni ufficiali civili usate in Svizzera (DE-IT-FR, Svizzera, ~1500 voci)
  • Nomi ufficiali dei tribunali tedeschi (MULTILINGUE, 17 voci)
  • Dictionnaire d’Acoustique – Société Suisse d’Acoustique (SGA-SSA) (DE-FR-IT-EN, audio Svizzera, ~500 voci)
  • Moduli di stato civile (DE-IT-FR, Svizzera, 79 voci)
  • Nomi ufficiali delle professioni svizzere (DE-IT-FR, lavoro, ~12500 voci)
  • Textile terminology (IT-DE-EN-FR-PT-ES, tessile, ~4500 voci)
  • APPENDIX II MedDRA (v12.0): Terminology to be used in Section 4.8 “Undesirable effects” of SmPC (MULTILINGUE, medicina, 32 voci)
  • Turismo (IT-DE, turismo, ~600 voci)

Risorse online allineate

  • Classification of goods and services according to the NICE Agreement 1979 (MULTILINGUE, ~6000 voci)
  • Frasi R & frasi S ufficiali (MULTILINGUE, ~300 voci) (su Wikipedia si trovano in varie lingue)
  • Glossario dell’Istituto Europeo di Pubblica Amministrazione (EIPA) (EN-FR-DE-EL-IT-ES, lavoro, ~450 voci)
  • Glossario XILOGLOS: fare clic sul primo pulsante Cerca per visualizzare l’elenco di tutti i termini (IT-EN-FR-DE, tecnologia del legno, ~1500 voci)

Risorse da importare manualmente

  • Climate Change: Key Terms in 23 languages – European Union 05.2011 (MULTILINGUE, clima, solo 24 voci ma molto attuali)
  • Financial Crisis: Key Terms in 23 languages European Union, 2012 (MULTILINGUE, finanza, solo 41 voci ma attualissime)
  • EESC Glossario di edilizia sostenibile (MULTILINGUE, edilizia, ~300 voci)
  • Glosario de términos relativos a la igualdad entre hombres y mujeres, Comisión Europea (MULTILINGUE, pari opportunità, ~120 voci)
  • PIARC Multilingual Terminology Database of the World Road Association (MULTILINGUE, strade-traffico-circolazione, ~1500 voci)

Ricordo infine che ulteriori risorse per altre combinazioni linguistiche sono disponibili sul blog di Traduttore Cerca Aiuto. Se conoscete altre risorse online degne di essere segnalate, vi invito a farlo commentando questo post. Grazie!

Stefano

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{ Dopo aver sperimentato con successo per un paio di mesi un gruppo di aiuto terminologico per la combinazione specifica italiano-tedesco e dato che diversi iscritti hanno chiesto di fare altrettanto per altre lingue, Stefano e io abbiamo creato alcuni nuovi gruppi di supporto terminologico per le seguenti combinazioni specifiche:

Va da sé che ognuno è libero di iscriversi al gruppo di cui pensa di poter aver bisogno o a cui vuole dare il proprio contributo, anche se lavora con una combinazione diversa.

Nuovi gruppi, nuove regole

Creando i nuovi gruppi, abbiamo sentito l’esigenza di cambiare anche le regole da rispettare. Nelle nuove regole, pubblicate nella sezione Informazioni di ciascun gruppo, abbiamo reso esplicito quello che agli albori di internet e delle mailing list per traduttori professionali era implicito:

  1. Comunica in una delle due lingue del gruppo.
  2. Non sono permesse domande riguardo a traduzioni attive, ossia dalla madrelingua alla lingua straniera. Si fa eccezione per chi si identifica come studente o per il professionista che ha un problema personale e/o privato da risolvere.
  3. Controlla prima se il tuo problema è già stato risolto precedentemente nel gruppo: usa la funzione di ricerca in alto a destra (lente d’ingrandimento).
  4. Indica sempre il contesto in cui si trova il problema da risolvere.
  5. Evita di reagire emotivamente a opinioni diverse dalle tue.
  6. Fare conoscere prodotti o servizi – tuoi e di terzi – che riguardano la nostra professione è normale, fare pubblicità non lo è.
  7. Evita in generale tutti i post che rubano spazio e tempo a chi ha attivato le notifiche del gruppo.

Gli studenti iscritti alle varie pagine per i traduttori professionisti sono numerosi. Che siano consapevoli di muoversi in un ambiente professionale il cui livello qualitativo, durante gli ultimi dieci anni, si è abbassato notevolmente a causa di vari fattori. Nonostante ci sia e ci sarà sempre un mercato per ogni livello e ogni prezzo, invitiamo tutti – studenti e professionisti – a impegnarsi in questi gruppi per interrompere il processo di svuotamento del concetto di competenza professionale tipico di questo periodo storico. Iniziamo di nuovo ad arricchire questo terreno impoverito affinché non sia più oggetto di deprezzamenti di ogni sorta. Proviamoci, almeno.

Stefano & Frauke

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{ Trovare in rete esattamente quello che cerchi, in meno tempo possibile è importantissimo per un traduttore freelance. La velocità e l’accuratezza dei dati trovati (non solo in rete) sono di vitale importanza per il processo stesso di traduzione: per il processo verso l’esterno (la consegna puntuale di un testo accurato al cliente) e per i propri conti economici.

Tempo fa mi è capitato di parlare con una principiante che ha già un buon parco clienti, tutti diretti e prezzi medio-alti. A parità di fatturato e parlando esclusivamente delle traduzioni, questa giovane collega spende una quantità di ore pari al triplo del tempo che dedico io alle traduzioni. È normale. È una delle differenze tra un traduttore con esperienza e uno che la deve ancora accumulare.

Per abitudine parliamo sempre delle nostre ricerche in rete. In realtà dovremmo spostare l’accento sul verbo trovare. In mancanza di dizionari, molti di noi che lavorano con lingue particolari devono trovare le parole giuste per forza in rete. Anche chi usa i dizionari fa bene a cercare conferma in rete di quello che trova su carta. Il linguaggio della rete è quello parlato (scritto) direttamente dagli autori. Per questo è molto più vivo del linguaggio dei dizionari.

Ho creato questo post appositamente per i principianti. La mia è una descrizione semplificata: molte sono infatti le situazioni reali in cui la ricerca si complica (anche molto!), ma questo è il metodo base. Parte dall’esempio concreto di due manuali da tradurre che accompagnano un macchinario con un nome mai visto né sentito prima. Descrive, semplificando, il processo attraverso il quale un traduttore, cercando e trovando le parole giuste, familiarizza con l’argomento del testo che sta traducendo.

Le basi della ricerca online

Una mattina riceviamo la richiesta di tradurre il manuale di una Abbeermaschine oppure di un Bioreaktor, argomenti di cui non ci siamo mai occupati. Accettiamo l’ordine, che prevediamo di iniziare domani, perché oggi dobbiamo ancora finire il nostro Pensum quotidiano. Al pomeriggio, terminati tutti gli impegni, ci facciamo un bel bicchiere di tè alla menta e ci lanciamo in questa nuova avventura.

Apriamo il file da tradurre e iniziamo subito dalla pagina di copertina, dove troviamo le due informazioni più importanti: il nome della macchina, che ci rivela l’argomento di cui ci dovremo occupare e il nome del costruttore. Se nel manuale troviamo anche l’indirizzo Internet, iniziamo subito con una visita al sito web. Spesso infatti si tratta di multinazionali con rappresentanze anche in Italia, quindi è possibile che il sito web del costruttore sia multilingue (eventualmente può anche aiutare il francese). In questo caso possiamo dare un’occhiata per esempio all’elenco dei prodotti, per vedere se c’è qualche descrizione in italiano di un prodotto simile a quello che dobbiamo tradurre.

Se il costruttore non ha un sito Internet o se non troviamo nulla di interessante, dobbiamo innanzitutto scoprire come viene chiamata in italiano questa macchina. Nel caso nel Bioreaktor è abbastanza facile capire che si tratta di un bioreattore, ma per una conferma andiamo a controllare sul sito Wikipedia in tedesco per vedere se c’è il corrispondente italiano:

Visto che c’è, apriamo la pagina di Wikipedia in italiano sul bioreattore e la leggiamo, in modo da iniziare con un’infarinatura generale e familiarizzare subito con i primi termini specifici che sicuramente incontreremo nel testo.
Una Abbeermaschine, invece, non l’abbiamo mai vista, quindi dobbiamo fare un po’ di ricerche. Se non abbiamo il dizionario di agricoltura sottomano, cerchiamo in altre fonti online e scopriamo che dovrebbe trattarsi di una diraspatrice:

Visto che quasi tutte le fonti ci danno lo stesso risultato, che sul dizionario d’italiano alla voce diraspatrice c’è scritto “Macchina per separare gli acini dell’uva dai raspi” e che il cliente si occupa di macchine per viticoltura, possiamo essere abbastanza certi che si tratti proprio del nome che stiamo cercando.

Partendo proprio dal nome del prodotto, facciamo ora una ricerca su Google per vedere se esiste un manuale in italiano di una macchina simile, costruita per esempio da una società italiana, e inseriamo nel campo di ricerca la stringa manuale+bioreattore o catalogo+bioreattore o manuale+d’uso+diraspatrice o listino+diraspatrice filetype:pdf o qualsiasi altra combinazione che riteniamo opportuna (ricordo che il segno + tra un termine e l’altro significa che vogliamo documenti in cui ricorrono tutte le parole della chiave). Come si vede dall’ultimo dei suddetti esempi, a queste chiavi possiamo aggiungere anche il parametro filetype:pdf per limitare eventualmente la ricerca ai soli documenti PDF (formato classico di un manuale). In alternativa possiamo cercare diraspatrice+nome_del_costruttore, per vedere se esistono siti italiani che già parlano del nostro prodotto.

Per vedere se esiste un glossario sull’argomento nella nostra combinazione linguistica, possiamo inserire la chiave +bioreattore+bioreaktor o anche +glossario+bioreattore+bioreaktor. Con il segno +, anche in questo caso limitiamo la ricerca ai soli documenti in cui ricorrono tutti i termini (come appunto è il caso di un glossario bilingue):

Come si vede dallo screenshot, esiste un glossario online multilingue sull’argomento che possiamo quindi subito salvare nei Segnalibri del browser in modo che sia disponibile quando poi lavoreremo sul testo.

Dopo aver scaricato i nostri manuali, glossari e tutta la documentazione che riteniamo interessante, ritorniamo al manuale che dobbiamo iniziare a tradurre domattina e scorriamo in basso al capitolo che parla del funzionamento o della descrizione della macchina. Di solito si trova abbastanza avanti, dopo tutte le avvertenze di sicurezza. Anche questo è un passo importante, perché di solito nella descrizione ricorrono molti dei termini specifici che dovremo poi tradurre.

Confrontando il materiale appena scaricato con questa descrizione contenuta nel nostro manuale, possiamo spesso individuare già la traduzione di alcuni termini, che andremo così a scrivere per esempio in un nuovo file di testo sul desktop pronto da essere consultato il giorno dopo. Durante questa fase è bene cercare sempre ulteriori conferme online di quello che pensiamo possa essere il traducente corretto.

Così facendo, inoltre, abbiamo iniziato ad assimilare – quasi inconsapevolmente – il linguaggio specialistico tipico del settore, entrando pian pianino nell’argomento. Il mattino dopo possiamo così iniziare il nostro lavoro con maggiore tranquillità e fiducia.

Riassumendo

  1. Aprire il file da tradurre (copertina: costruttore & nome della macchina)
  2. Visitare il sito del costruttore
  3. Trovare il nome corretto della macchina in italiano
  4. Cercare documenti in italiano di macchine simili
  5. Cercare eventuali glossari
  6. Confrontare i documenti scaricati con il manuale da tradurre (solo il capitolo Descrizione e/o Funzionamento)
  7. Individuare la traduzione dei principali termini
  8. Non fidarsi di un’unica fonte, ma cercare ogni volta conferma
  9. Annotare tutto e salvare sul desktop a portata di clic

Stefano

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