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Archive for the ‘valore aggiunto’ Category

{Scenario:

Il traduttore cura la traduzione per il cliente di un’agenzia.

Il revisore interno del cliente, revisionando, corregge qualche termine tecnico e introduce diversi errori linguistici in un testo che non ne conteneva.

Il traduttore accetta i termini tecnici, ma fa notare gli errori linguistici all’agenzia.

Risposta dell’agenzia: il cliente “lo vuole così”.

Solitamente io rispondo: il vostro cliente è competente sul suo terreno, io sul mio. Il cliente si deve limitare al suo terreno: i termini tecnici. Il cliente dovrà quindi accettare che io non accetto i suoi errori linguistici.

In un caso ho scritto una lettera che ho pregato all’agenzia di trasmettere al cliente, il quale si è scusato in modo diretto (!) riconoscendo i confini del suo e del mio territorio. (Si trattava di un’azienda con la quale me lo potevo permettere perché mi aveva selezionata lei stessa.)

In altri casi ho spiegato la questione territoriale all’agenzia, la quale l’ha capita e trasmessa e ha trovato il cliente immediatamente d’accordo (e questo nonostante il fatto che la versione “rivista” dal cliente fosse già stata “validata”).

In un caso abbiamo trovato un cliente cocciuto che ha preferito pubblicare dei testi con un livello linguistico da scuola media nonostante un mio rapporto dettagliato e preciso su tutti i “suoi” errori grammaticali, ortografici e stilistici.

In un solo caso ho perso l’agenzia come cliente con questo discorso sulla questione della competenza territoriale.

Inventandosi sistemi di revisione che aprono la porta territoriale dei traduttori che dovrebbe rimanere ermeticamente chiusa perché appartiene per l’appunto a chi è competente esattamente là dove il cliente non lo è, gli intermediari, le agenzie “di traduzione”, altro non fanno che consentire ai loro clienti di danneggiare se stessi (oltre a far saltare i nervi ai traduttori). “Se lo vuole lui, un testo pieno di errori, affari suoi”.  In altre parole, prima fanno l’errore di spalancare al cliente la porta di una competenza che non gli compete, e poi, quando il cliente fa dei danni a se stesso, se ne lavano le mani.

Tuttavia, sostenere che a noi traduttori non resta che “accettare” queste pessime pratiche, non è corretto. Opporsi con fermezza a questa invasione di territorio, significa riguadagnare territorio. Significa (far) rispettare il concetto che il nostro mestiere ha dei confini di competenza che gli altri devono rispettare, data l’esigenza di competenze che loro proprio non hanno.

Quando si mette un palo di “confine” – fino a qui puoi arrivare e non oltre – chi si ferma, ti rispetta di più. Vale per me, traduttrice, ma vale altrettanto per chi gestisce un’agenzia.

Frauke

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{ È di alcuni giorni fa la notizia che la Commissione europea Directorate-General for Translation ha rilasciato una nuova versione aggiornata della sua Translation Memory of the Acquis Communautaire (DGT-TM). L’acquis comunitario, cioè l’insieme dei diritti e degli obblighi giuridici e degli obiettivi politici che accomunano e vincolano gli stati membri dell’Unione Europea, comprende:

  • i principi, gli obiettivi politici e ciò che è disposto dai trattati e la legislazione applicativa degli stessi;
  • la giurisprudenza della Corte di giustizia europea;
  • le dichiarazioni e le risoluzioni adottate nell’Unione;
  • gli atti riguardanti la giustizia e gli affari interni;
  • gli atti inerenti alla politica estera e di sicurezza comune;
  • gli accordi internazionali fatti dalla Comunità e quelli conclusi dagli Stati membri tra essi nei settori di competenza dell’Unione.

Questo impressionante corpus di translation unit nelle 22 lingue ufficiali dell’Unione Europea è ora disponibile in una release aggiornata, nella quale sono confluiti anche tutti i dati dal 2004 al 2010. L’intera raccolta può essere scaricata gratuitamente da questa pagina (punto 7 Download the DGT Translation Memory), dove sono contenute anche tutte le necessarie informazioni.

Ecco una breve guida in italiano:

Per convertire questa TM in formato TMX e importarla nel nostro strumento CAT preferito, è necessario scaricare dalla stessa pagina, oltre ai file ZIP dei dati, anche l’apposito programma TMXtract e la relativa libreria a collegamento dinamico (file DLL). Il programma di estrazione ci consente di creare una translation memory bilingue per la o le nostre combinazioni di lavoro.

Una volta scaricato tutto il materiale (i 25 file dei dati DGT-TM-2011, il file TMXtract.exe e il file swt-win32-3218.dll), è necessario spostarlo in un’unica cartella. I file dei dati non devono essere decompressi, perché il programma di estrazione accede direttamente agli ZIP. Lanciando il file TMXtract.exe, si apre questa finestra:

La finestra di TMXtract
Procedere in questo ordine:

  1. Selezionare i file source (i 25 file ZIP DGT-TM-2011 scaricati)
  2. Specificare il file di destinazione in cui verrà salvata la TM
  3. Selezionare la lingua source della nuova TM
  4. Selezionare la lingua target della nuova TM
  5. Controllare che tutte le impostazioni siano corrette e fare clic su Start

A questo punto, il file estratto in formato TMX può essere importato in una nuova TM creata ad hoc. ATTENZIONE: vista l’enorme mole di dati, il processo di importazione nello strumento CAT può durare svariate ore!

Maggiori informazioni in inglese sono reperibili in questa pagina. Sul sito del collega Bruno Ciola è possibile scaricare una serie di file TMX già estratti e di dizionari Autosuggest (per Trados Studio). I dati contenuti in questi file sono quelli della vecchia release DGT-TM-2007, ma possono servire p.es. per fare qualche prova prima di scaricare tutto il malloppo aggiornato da 2GB. Disponibile anche un articolo dettagliato con istruzioni passo-passo in tedesco.

Stefano

Fonte acquis comunitario: Wikipedia

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Segnalazione e richiesta veloce

Questo è il blog di Laura Dossena: http://www.minimoblog.it/.  Leggendolo, si scopre che Laura traduce dall’inglese dei post per un blog che nulla ha a che fare con le traduzioni, ma tutto con lo stile di vita minimal:  http://www.ilmacminimalista.it/.

Oggi apro la nostra pagina in facebook La Rassegna e trovo questo:  http://paroleaperte.blogspot.com/2010/12/da-dove-vengono-le-idee.html.

Gli autori, Alessandra Repossi e Francesca Cosi hanno tradotto un articolo di Seth Godin (http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2010/11/where-do-ideas-come-from.html)

Ci segnalate per favore le (vostre) traduzioni regalate alla rete? Nei commenti sotto questo post oppure con un messaggio a frauke@italianolandese.com.  Aggiungeremo una pagina fissa a questo blog con estratti delle traduzioni regalate, di cosa parlano e da quale blog e autore provengono.

Frauke

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{ Supponiamo che sei un traduttore italiano. Traduci dallo spagnolo e dall’inglese. In quale lingua fai pubblicità per la tua attività?

In Italia ci sono moltissime agenzie di traduzione che vendono tantissime traduzioni da una lingua straniera in italiano. Sono veramente tante e il lavoro – a sentire loro – è molto. Tanto che per l’appunto queste agenzie "offrono" ai traduttori loro fornitori, i “loro” prezzi che dovrebbero invece essere stabiliti prima di tutto da quei fornitori stessi. La collaborazione tutta, dovrebbe essere il risultato di una negoziazione. Invece di negoziare, queste agenzie usano proprio il ricatto della “tua” concorrenza: “ci sono tremila colleghi tuoi là fuori pronti ad accettare il “nostro” prezzo”.

D’altra parte, se esistono tutti questi concorrenti, significa che la domanda per traduzioni in italiano, in Italia, è veramente grande. Significa che almeno una parte di quella domanda è dirottabile su singoli traduttori. Potresti quindi decidere di farti pubblicità in italiano, offrendoti alle aziende italiane.

Tuttavia, questo significa metterti in concorrenza con le moltissime agenzie italiane, di cui una bella fetta già da tempo sta offrendo ai clienti finali (le aziende italiane in questo caso) dei prezzi al di sotto del prezzo "normale" che deve chiedere un qualsiasi singolo professionista per continuare ad essere libero e autonomo. Questo si ripercuote sia sulle scelte che fanno queste agenzie rispetto ai propri collaboratori che devono accontentarsi di prezzi ancora più bassi (più o meno la metà), sia sul mercato delle traduzioni in generale. Trovare aziende (piccole e medio grandi) italiane sicuramente non è impossibile, ma la concorrenza “dei prezzi” fatta dalle stesse agenzie italiane (oltre a quella dei “colleghi” che insistono a fare concorrenza sui prezzi) è alta. 

Prima di prendere certe decisioni, bisogna anche riflettere seriamente su una frase che si sente spesso dire dai propri colleghi (o futuri colleghi). "Ho molto lavoro". "Sto lavorando dalla mattina alla sera". Attenzione. "Lavorare molto" o "lavorare dalla mattina alla sera", non significa automaticamente "guadagnare (molto)". Anzi. Nella maggioranza dei casi dei traduttori italiani che lavorano soprattutto con agenzie italiane, solitamente questa frase significa che "lavorano" molto ma guadagnano “poco”. Così poco da aver creato per l’appunto l’immagine del traduttore sgobbone che non può manco permettersi di andare in ferie.

Vuoi lavorare molto e guadagnare poco o vuoi lavorare e guadagnare decentemente? Con quali clienti si può "lavorare" e "guadagnare" allo stesso tempo? Con i clienti diretti italiani, ma anche con quelli stranieri. E con molte agenzie straniere. Non con le agenzie italiane, se sei un traduttore italiano e se non sei iperspecializzato o non hai un potere (e una capacità personale!) di negoziazione particolarmente forte.

Anche i clienti esteri (quelli che parlano la lingua da cui tu traduci) sono di due tipi: diretti e agenzie. Inoltre ci sono moltissime agenzie in molti paesi che NON parlano la lingua che tu traduci, ma sono abituati ad esprimersi in inglese.

Ogni cliente straniero, contrariamente a quanto succede in Italia, sa perfettamente che un traduttore traduce e scrive solo nella propria lingua madre. Non si aspetta che ogni mail o blog di chi ha imparato la sua lingua sia un capolavoro letterario. Tuttavia, una presentazione seria deve essere professionale. Se hai la certezza di scrivere bene nella lingua straniera, la scrivi tu. Altrimenti la fai tradurre. Come investimento è veramente il minimo, per chi vuole presentarsi come professionista. E non corri il rischio di fare la figuraccia che fanno le  tante agenzie nel mondo che fanno tradurre i loro siti “risparmiando sui costi della traduzione”, pubblicando poi le idiozie che noi traduttori denunciamo giornalmente.

Con una traduzione in inglese ti rivolgi praticamente a “tutti” i potenziali clienti esteri – a meno che la tua lingua di lavoro non appartenga ad uno di quei paesi come l’Italia, dove l’inglese (e le lingue straniere in generale) ancora non fa parte della cultura giornaliera aziendale perché l’educazione dei bambini alle lingue straniere ancora non è radicata come lo è invece altrove. Ma l’inglese è sicuramente la lingua mondiale delle agenzie di traduzione estere.

Di sicuro una pagina di presentazione scritta nella lingua dei tuoi potenziali clienti, è percepita come una grande cortesia, a prescindere dal fatto che quel cliente parli o capisca anche l’inglese. Inoltre, offrire una collaborazione in cui il cliente possa sempre esprimersi nella propria lingua, è indubbiamente un valore aggiunto del singolo traduttore rispetto alle agenzie che per ovvi motivi non possono offrire ogni volta un interlocutore che parla la lingua del cliente ;>))

Frauke

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{Aggiungere valore traducendo e doppio marketing di chi scrive traducendo

Tempo fa avevo fatto una traduzione per conto di un’agenzia, di alcuni testi pubblicitari ma anche tecnici. Il prodotto descritto, ma soprattutto la storia di questa piccola azienda italiana, aveva finito per appassionarmi. Consegnando, ho descritto all’agenzia le scelte che avevo fatto traducendo, per ottenere che questo prodotto fosse accolto positivamente anche in Olanda, oltre che in Belgio.

L’agenzia ha comunicato al suo cliente il mio commento. Appena ha avuto bisogno di un’altra traduzione, lo stesso cliente ha comunicato esplicitamente all’agenzia di condividere le mie scelte. Oggi ho consegnato i suoi nuovi testi, ringraziando l’agenzia per la perfetta collaborazione e raccontando loro con due frasi quale metodo applico a queste traduzioni in modo che possano comunicarlo al loro cliente, come quello precedente.

Mestiere di scrivere

Il metodo di cui parlo è la scrittura per il web, descritta in Mestiere di scrivere di Luisa Carrada. Pur essendo limitate le applicazioni per chi traduce – si deve pur sempre tener conto del modo in cui è stato composto il testo originale – questo metodo aggiunge valore al servizio fornito dalla mia agenzia al suo cliente, ma anche al mio rapporto con l’agenzia.

Uno dei difetti di noi traduttori classici, è che diamo per scontata una serie di qualità nostre e dei nostri testi, dando anche per scontato che vengano riconosciute e perfino apprezzate dai nostri clienti. Lavorando soprattutto con agenzie, non è chiaro chi esattamente dovrebbe riconoscere o apprezzare: l’agenzia o il cliente finale?

Dare per scontato è fare un doppio sbaglio: fare marketing è rendere esplicite, non le proprie qualità, ma le proprie risposte alle esigenze dei clienti che loro non sanno neanche di avere. Le agenzie sono aziende come tutte le altre. Ma la posizione che occupano in mezzo a noi e i clienti che usano i nostri testi, rende necessaria una doppia azione di marketing.

Fare marketing indirizzandosi alle agenzie, è rendere sia esplicite le risposte alle loro specifiche esigenze aziendali, sia quelle che noi traduttori condividiamo con loro rispetto ai loro clienti, utenti dei nostri testi tradotti: doppio marketing.    

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{ Segnalo questo video LipDub che gira da un paio di giorni sui social network, molto divertente, realizzato dagli studenti della Scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori di Forlì per il ventennale della scuola. Grazie ragazzi, la creatività è la base del nostro lavoro!

Stefano

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