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Archive for the ‘tecniche’ Category

{Interessanti novità dalla banca dati terminologica europea IATE (InterActive Terminology for Europe) che da alcune settimane ha messo a disposizione una versione scaricabile della sua vasta raccolta terminologica, fatta di oltre 8 milioni di termini nelle 24 lingue europee.

IATE

In questo articolo vedremo insieme come trasformare il materiale fornito da IATE in un semplice glossario bilingue (formato Excel o TXT “tab-delimited”) da importare successivamente nel nostro CAT preferito. Questo ci permetterà di accedere alla terminologia IATE anche senza una connessione internet.

Il file, che si può scaricare da questa pagina, è in formato TBX (TermBase eXchange) e pesa oltre 2GB. Come spiegato sul sito, si tratta di una versione ridotta della banca dati, nel senso che non contiene i commenti né altri campi che sono presenti nella versione online (la terminologia è invece presente integralmente). Nella tabella che segue una panoramica del materiale che si trova nel file:

Language

Number of terms

Bulgarian

           29288  

Czech

           26202  

Danish

           568998  

German

           982209  

Greek

           500253  

English

           1285247  

Spanish

           576790  

Estonian

           32472  

Finnish

           306922  

French

           1244893  

Irish

           57490  

Croatian

           8257  

Hungarian

           47420  

Italian

           659906  

Lithuanian

           50313  

Latvian

           28844  

Maltese

           35284  

Dutch

           644824  

Polish

           54299  

Portuguese

           506583  

Romanian

           34820  

Slovak

           33844  

Slovenian

           41800  

Swedish

           290879  

Latin

           61383  

Multilinugal

           4892  

 All

     
8114112  

Sebbene TermBase eXchange sia uno dei formati che vengono letti ad es. da MultiTerm Convert:

MultiTerm Convert

il file è talmente pesante che dopo pochi minuti su un PC con 16GB di RAM l’operazione si interrompe per un problema di memoria:

System Out Of Memory

Meglio così, perché pensandoci bene cosa ce ne facciamo di un glossario in 24 lingue? Il glossario completo potrebbe al massimo essere interessante per un’agenzia, alla quale consiglio di leggere questo articolo in cui Paul Filkin propone una soluzione (abbastanza macchinosa e non gratuita) per convertire l’intera banca dati IATE in un glossario MultiTerm. Ma per noi traduttori professionisti nella maggior parte dei casi è sufficiente creare un semplice glossario bilingue nella nostra combinazione di lavoro (o al massimo 2 o 3 glossari se lavoriamo con più lingue).

Per farlo dobbiamo ricorrere a Xbench di ApSIC, un software abbastanza noto nel nostro ambiente, apprezzato soprattutto per le sue potenti funzioni di assicurazione della qualità da usare in combinazione con quei CAT che non le hanno. Per gestire file di grandi dimensioni come quello fornito da IATE dobbiamo scaricare da questa pagina la versione a 64-bit di Xbench 3.0 – Build 1243 (con la versione a 32-bit non funziona).

Una volta scaricato e installato il programma, dobbiamo specificare il nostro indirizzo e-mail per registrarci (la versione trial funziona per 30 giorni) e quindi creare un nuovo progetto:

Creazione di un nuovo progetto

Nella finestra Project Properties clicchiamo sul pulsante Add…, selezioniamo il formato del glossario (TBX/MARTIF) e clicchiamo su Next:

Selezione del formato

Nella scheda successiva File List clicchiamo sul pulsante Add File…, selezioniamo il file TBX che abbiamo scaricato dal sito IATE e clicchiamo su Next:

Selezione del file

Nella scheda successiva Properties spuntiamo la casella davanti all’opzione Remove duplicates e clicchiamo su Next:

Remove duplicates

Il passaggio successivo è un po’ più lungo, perché dopo aver cliccato su Next Xbench carica l’elenco delle lingue. Essendo il file molto pesante, questa operazione può durare anche diversi minuti:

Caricamento delle lingue

Una volta che Xbench ha caricato l’elenco delle lingue nella scheda Language Settings, togliamo il segno di spunta dall’opzione Include segment even if source or target text is missing (perché nel nostro glossario vogliamo importare solo i termini di una lingua per i quali esiste anche un corrispondente nell’altra lingua), selezioniamo la lingua Source, la lingua Target e clicchiamo sul pulsante OK:

Selezione delle lingue

A questo punto la finestra Add Files to Project si chiude e nella finestra Project Properties vediamo che è stato caricato il glossario IATE:

Xbench pronto per l'estrazione

Cliccando sul pulsante OK in alto a destra viene avviata l’estrazione della terminologia nella coppia di lingue da noi scelta. Anche la finestra Project Properties si chiude e Xbench inizia a lavorare. Cliccando su See Details è possibile seguire in tempo reale quanti termini vengono estratti da Xbench:

Dettagli dell'estrazione

Una volta terminata l’estrazione, la barra verde in alto scompare e in basso viene visualizzato il numero totale di termini estratti:

468.600 termini estratti

Bene, ora manca solo più un passaggio, cioè l’esportazione dei termini estratti in un file Excel che ci permetterà poi di caricare la terminologia nel nostro CAT preferito. Per farlo, dobbiamo selezionare dal menu Tools la voce Export Items…:

Esportazione dei termini estratti

Nella finestra Export Items, mettiamo il segno di spunta davanti alla voce All items in a glossary e quindi selezioniamo il glossario appena estratto dal sottostante elenco (cliccare sulla freccia rivolta in basso). Poi nell’area Output selezioniamo il formato XLSX, diamo un nome al file (cliccare sul pulsante con i tre puntini) e spuntiamo la casella Add a header in first row. Controlliamo ancora una volta che tutte le impostazioni siano corrette e clicchiamo sul pulsante OK:

Impostazioni di esportazione

Xbench procede così all’esportazione dei dati nel file Excel:

Esportazione dei dati

Nel mio esempio, quando ho aperto il file Excel ho visto che erano stati esportati 441.354 termini. I 27.246 termini mancanti sono probabilmente le ripetizioni che Xbench ha eliminato automaticamente durante l’esportazione:

File Excel creato da Xbench

Oltre alle due colonne delle lingue, nel file Excel ne ho trovate altre 35, la maggior parte delle quali vuote e le rimanenti di scarso interesse per me. Prima di importare i dati in MultiTerm, ho eliminato tutte le colonne e tenuto solo quelle delle due lingue. Quindi ho convertito il file Excel in un file XLM con MultiTerm Convert e poi importato il file XML in MultiTerm. Durante questo ultimo passaggio, MultiTerm ha importato solo circa 330 mila termini al primo giro. Allora ho creato un nuovo file con i 111.000 termini che aveva saltato e di questi ne sono avanzati altri 4000 circa che ho importato al terzo giro, per un totale di 441.350:

Glossario MultiTerm de-it

Per convertire il file Excel in un file TXT con termini separati da tabulatore (ad es. per WordFast o DejaVu), dal menu File di Excel cliccare su Save As…, selezionare il formato Text (Tab delimited) (*.txt) e cliccare sul pulsante Save:

Conversione Excel - Tab delimited

Questo sistema con Xbench mi sembra – al momento – la soluzione più veloce e interessante, soprattutto perché permette di creare glossari bilingui in qualsiasi combinazione linguistica immaginabile.

Buon divertimento!

Stefano

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{ Segnalato dal collega Claudio Porcellana nel suo gruppo Tricks for translators su LinkedIn, ho scoperto da poco Archivarius 3000, un tool molto veloce e potente per cercare stringhe di testo in numerosi tipi di file presenti sul PC, disponibile in prova per 30 giorni e poi pagando una piccola licenza. Avendo una vasta collezione di glossari e altre risorse nei più svariati formati possibili, ero da tempo alla ricerca di un software come questo, in grado di trovare in pochi istanti quello che mi interessava in questo marasma digitale fatto di PDF, DOC, TXT, PPT, HTML, ZIP e chi più ne ha ne metta.

Il risultato di una ricerca fatta con Archivarius 3000

Archivarius 3000 è veloce perché si basa sul sistema dell’indicizzazione. Un volta installato il programma, bisogna infatti creare i cosiddetti indici, cioè specificare le varie cartelle in cui dovrà essere effettuata la ricerca. Quando si crea un indice, Archivarius 3000 legge tutti i file contenuti nelle cartelle selezionate, ne estrapola i testi e li salva in un file di indice che verrà usato per trovare velocemente ciò che cerchiamo. Oltre all’indice con le cartelle contenenti tutti i glossari che mi interessavano, ho creato ad es. anche un indice con la cartella Projects di Trados Studio, in modo da poter eventualmente estendere la ricerca anche alle memorie di traduzione e ai glossari di altri progetti già tradotti prima (indipendentemente dal CAT in uso).

Finestra Crea un nuovo indice

La praticità degli indici è evidente: le cartelle selezionate vengono lette fisicamente dal programma una volta sola quando viene creato l’indice (velocità di indicizzazione: circa 1 ora per 2GB) e i risultati della ricerca visualizzati immediatamente. Questo sistema ci permette di indicizzare anche il materiale che abbiamo ad es. salvato su un CD o DVD e poi di includerlo nella ricerca senza bisogno di inserire ogni volta il DVD nel lettore. Gli indici creati possono essere aggiornati periodicamente con il comodo Pianificatore integrato.

Archivarius 3000 è potente perché supporta un nutrito numero di file, è in grado di cercare anche nei più popolari file di archivio, riconosce le chiavi di ricerca in 18 diverse lingue e genera automaticamente tutte le forme delle parole. Inserendo ad es. la parola tedesca gleich, Archivarius 3000 cerca anche le forme simili gleiche, gleicher, gleichem, ecc.

Un altro cavallo di battaglia di Archivarius 3000 è la sua facile integrabilità in IntelliWebSearch. Quello che segue è il codice per lanciare una ricerca in modalità frase esatta (con chiave di ricerca tra virgolette) da IWS:

Label=Archivarius3000
Start=C:\Program Files\Archivarius 3000\Archivarius3000.exe
Finish={F3}{Tab 2}@{Enter}
Window Title=Archivarius 3000 (4.53/x64) - Sistema di ricerca
Notes=Advanced Search by Claudio Porcellana
Quotes Off=No
Pluses Off=No
Encoding=UTF-8
Interword Separator=
Case=1
Copy Key=
Cmd before returning=

Per importare il codice in IWS: selezionalo e copialo nella Clipboard, apri la finestra Search settings di IWS e, dal menu Share, seleziona l’opzione Import from clipboard. Nota: il codice è basato sulla versione italiana del programma e sul percorso specificato nel campo Start=.

Caratteristiche principali

  • Ricerca testuale istantanea di documenti ed e-mail in 18 lingue
  • Supporto per LAN (rete locale) e dischi removibili (CD, DVD e altri)
  • Supporto di grandi volumi di documenti ed e-mail
  • Supporto di numerosi formati di documenti (>50)
  • Ricerca nei più comuni file di archivio (>500)
  • Prezzo contenuto

Punti deboli: supporto tecnico che lascia a desiderare e assenza di un forum. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito multilingue del produttore likasoft.com.

Stefano

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{ Trovare in rete esattamente quello che cerchi, in meno tempo possibile è importantissimo per un traduttore freelance. La velocità e l’accuratezza dei dati trovati (non solo in rete) sono di vitale importanza per il processo stesso di traduzione: per il processo verso l’esterno (la consegna puntuale di un testo accurato al cliente) e per i propri conti economici.

Tempo fa mi è capitato di parlare con una principiante che ha già un buon parco clienti, tutti diretti e prezzi medio-alti. A parità di fatturato e parlando esclusivamente delle traduzioni, questa giovane collega spende una quantità di ore pari al triplo del tempo che dedico io alle traduzioni. È normale. È una delle differenze tra un traduttore con esperienza e uno che la deve ancora accumulare.

Per abitudine parliamo sempre delle nostre ricerche in rete. In realtà dovremmo spostare l’accento sul verbo trovare. In mancanza di dizionari, molti di noi che lavorano con lingue particolari devono trovare le parole giuste per forza in rete. Anche chi usa i dizionari fa bene a cercare conferma in rete di quello che trova su carta. Il linguaggio della rete è quello parlato (scritto) direttamente dagli autori. Per questo è molto più vivo del linguaggio dei dizionari.

Ho creato questo post appositamente per i principianti. La mia è una descrizione semplificata: molte sono infatti le situazioni reali in cui la ricerca si complica (anche molto!), ma questo è il metodo base. Parte dall’esempio concreto di due manuali da tradurre che accompagnano un macchinario con un nome mai visto né sentito prima. Descrive, semplificando, il processo attraverso il quale un traduttore, cercando e trovando le parole giuste, familiarizza con l’argomento del testo che sta traducendo.

Le basi della ricerca online

Una mattina riceviamo la richiesta di tradurre il manuale di una Abbeermaschine oppure di un Bioreaktor, argomenti di cui non ci siamo mai occupati. Accettiamo l’ordine, che prevediamo di iniziare domani, perché oggi dobbiamo ancora finire il nostro Pensum quotidiano. Al pomeriggio, terminati tutti gli impegni, ci facciamo un bel bicchiere di tè alla menta e ci lanciamo in questa nuova avventura.

Apriamo il file da tradurre e iniziamo subito dalla pagina di copertina, dove troviamo le due informazioni più importanti: il nome della macchina, che ci rivela l’argomento di cui ci dovremo occupare e il nome del costruttore. Se nel manuale troviamo anche l’indirizzo Internet, iniziamo subito con una visita al sito web. Spesso infatti si tratta di multinazionali con rappresentanze anche in Italia, quindi è possibile che il sito web del costruttore sia multilingue (eventualmente può anche aiutare il francese). In questo caso possiamo dare un’occhiata per esempio all’elenco dei prodotti, per vedere se c’è qualche descrizione in italiano di un prodotto simile a quello che dobbiamo tradurre.

Se il costruttore non ha un sito Internet o se non troviamo nulla di interessante, dobbiamo innanzitutto scoprire come viene chiamata in italiano questa macchina. Nel caso nel Bioreaktor è abbastanza facile capire che si tratta di un bioreattore, ma per una conferma andiamo a controllare sul sito Wikipedia in tedesco per vedere se c’è il corrispondente italiano:

Visto che c’è, apriamo la pagina di Wikipedia in italiano sul bioreattore e la leggiamo, in modo da iniziare con un’infarinatura generale e familiarizzare subito con i primi termini specifici che sicuramente incontreremo nel testo.
Una Abbeermaschine, invece, non l’abbiamo mai vista, quindi dobbiamo fare un po’ di ricerche. Se non abbiamo il dizionario di agricoltura sottomano, cerchiamo in altre fonti online e scopriamo che dovrebbe trattarsi di una diraspatrice:

Visto che quasi tutte le fonti ci danno lo stesso risultato, che sul dizionario d’italiano alla voce diraspatrice c’è scritto “Macchina per separare gli acini dell’uva dai raspi” e che il cliente si occupa di macchine per viticoltura, possiamo essere abbastanza certi che si tratti proprio del nome che stiamo cercando.

Partendo proprio dal nome del prodotto, facciamo ora una ricerca su Google per vedere se esiste un manuale in italiano di una macchina simile, costruita per esempio da una società italiana, e inseriamo nel campo di ricerca la stringa manuale+bioreattore o catalogo+bioreattore o manuale+d’uso+diraspatrice o listino+diraspatrice filetype:pdf o qualsiasi altra combinazione che riteniamo opportuna (ricordo che il segno + tra un termine e l’altro significa che vogliamo documenti in cui ricorrono tutte le parole della chiave). Come si vede dall’ultimo dei suddetti esempi, a queste chiavi possiamo aggiungere anche il parametro filetype:pdf per limitare eventualmente la ricerca ai soli documenti PDF (formato classico di un manuale). In alternativa possiamo cercare diraspatrice+nome_del_costruttore, per vedere se esistono siti italiani che già parlano del nostro prodotto.

Per vedere se esiste un glossario sull’argomento nella nostra combinazione linguistica, possiamo inserire la chiave +bioreattore+bioreaktor o anche +glossario+bioreattore+bioreaktor. Con il segno +, anche in questo caso limitiamo la ricerca ai soli documenti in cui ricorrono tutti i termini (come appunto è il caso di un glossario bilingue):

Come si vede dallo screenshot, esiste un glossario online multilingue sull’argomento che possiamo quindi subito salvare nei Segnalibri del browser in modo che sia disponibile quando poi lavoreremo sul testo.

Dopo aver scaricato i nostri manuali, glossari e tutta la documentazione che riteniamo interessante, ritorniamo al manuale che dobbiamo iniziare a tradurre domattina e scorriamo in basso al capitolo che parla del funzionamento o della descrizione della macchina. Di solito si trova abbastanza avanti, dopo tutte le avvertenze di sicurezza. Anche questo è un passo importante, perché di solito nella descrizione ricorrono molti dei termini specifici che dovremo poi tradurre.

Confrontando il materiale appena scaricato con questa descrizione contenuta nel nostro manuale, possiamo spesso individuare già la traduzione di alcuni termini, che andremo così a scrivere per esempio in un nuovo file di testo sul desktop pronto da essere consultato il giorno dopo. Durante questa fase è bene cercare sempre ulteriori conferme online di quello che pensiamo possa essere il traducente corretto.

Così facendo, inoltre, abbiamo iniziato ad assimilare – quasi inconsapevolmente – il linguaggio specialistico tipico del settore, entrando pian pianino nell’argomento. Il mattino dopo possiamo così iniziare il nostro lavoro con maggiore tranquillità e fiducia.

Riassumendo

  1. Aprire il file da tradurre (copertina: costruttore & nome della macchina)
  2. Visitare il sito del costruttore
  3. Trovare il nome corretto della macchina in italiano
  4. Cercare documenti in italiano di macchine simili
  5. Cercare eventuali glossari
  6. Confrontare i documenti scaricati con il manuale da tradurre (solo il capitolo Descrizione e/o Funzionamento)
  7. Individuare la traduzione dei principali termini
  8. Non fidarsi di un’unica fonte, ma cercare ogni volta conferma
  9. Annotare tutto e salvare sul desktop a portata di clic

Stefano

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{ Segnalo, per chi non se ne fosse già accorto, che una delle novità più interessanti di Office 2007 è la possibilità di salvare i documenti Word, le cartelle di lavoro Excel, le presentazioni PowerPoint, le tabelle, le maschere o i report Access, i documenti Publisher e così via direttamente dal programma in cui li avete creati, senza cioè bisogno di applicativi esterni. Nelle versioni precedenti di Office, come sappiamo, non era possibile creare direttamente un file PDF, a meno di non istallare programmi aggiuntivi come PDF995 o utilizzare l’acrobata, che occupa oltre 600 MB di spazio sul disco e non è certo uno dei più economici.

L’opzione Save as PDF dovrebbe essere presente di default nelle ultime release di Office 2007. In caso contrario, scaricate questo componente aggiuntivo gratuito di Office 2007.

Una volta installato questo componente, potete per esempio creare le vostre fatture in Excel o Word e salvarle in formato PDF senza bisogno di ricorrere a programmi esterni:

Tra l’altro, anche l’acrobata più piccolo (il Reader, per intenderci) occupa quasi 240MB di spazio sul disco fisso… un po’ troppo per un semplice lettore di file PDF:

Mi sono così messo alla ricerca di un’alternativa e alla fine mi sono imbattuto in un comodo programmino freeware che si chiama Foxit Reader e che potete scaricare facendo clic sulla seguente immagine:

Una volta installato, lo potete utilizzare per leggere i vostri file PDF e soprattutto per recuperare un bel po’ di spazio su disco:

Una delle caratteristiche che rende Foxit Reader particolarmente interessante per un traduttore è la funzione di inserimento delle note:

Molto utile quando dobbiamo per esempio rivedere una traduzione che ci viene consegnata in questo formato.

Per coloro che hanno invece bisogno di funzioni di editing o creazione avanzate, ecco un elenco di oltre 50 alternative opensource/free che possono essere utilizzate al posto dei costosi e ingombranti acrobati.

Stefano

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{ Un buon traduttore, lo sappiamo, è quello che si tiene informato, rimane al passo coi tempi, è iscritto alle mailing list specifiche, segue i blog di altri colleghi e si aggiorna con passione nel suo campo di specializzazione. Quello cioè che si alimenta ogni giorno di nuovi contenuti, impara dagli altri e si migliora, anche se chiuso fra le quattro mura di casa sua. Un traduttore che lavora molto nel settore automotive, per esempio, sarà iscritto a tutti i principali blog e forum che parlano di auto, mentre una traduttrice che si occupa prevalentemente di moda, a quelli dedicati alle ultime tendenze. In questi ultimi tempi, le modalità con cui possiamo accedere a questa enorme mole di informazioni sono cambiate radicalmente. Ci riflettevo l’altro giorno, dopo essermi accorto che è da parecchio che non uso praticamente più i segnalibri del browser. Se infatti fino a ieri, per leggere le ultime novità, dovevo ogni volta cercare nei bookmark il sito e fisicamente visitarlo, oggi, grazie ai feed RSS, sono i contenuti che vengono direttamente da me. Come? Con i cosiddetti aggregatori (o lettori) di feed, cioè programmi software o applicazioni online (social network inclusi), che raccolgono i contenuti web che più ci piacciono e ce li presentano in un’unica interfaccia, dove possono essere rapidamente e facilmente consultati come una vera e propria rassegna stampa personale.

In rete esistono vari tipi di aggregatori, ognuno è quindi libero di utilizzare quello che più risponde alle sue esigenze. Io mi sono trovato particolarmente bene con Google Reader, perché è molto facile da usare e comodo per chi (come me) ha un account Gmail o un blog su blogger.com, offre tutte le principali funzioni di un aggregatore e mi permette, se lo desidero, di condividere i contenuti con amici e/o colleghi. Ecco per esempio come si presenta la mia homepage di GR:

Come si può vedere, a sinistra sotto Iscrizioni si trova l’elenco (incompleto) di tutte le mie iscrizioni (cioè i feed che seguo), suddivise per argomenti. L’ultima cartella I blog che seguo è quella dei blog che già seguivo con FriendConnect e che sono stati automaticamente importati nell’aggregatore. Se anche voi avete un blog su blogger.com e seguite altri blog dalla vostra Bacheca, verranno importati automaticamente in GR.

Per popolare GR con nuovi contenuti, possiamo iniziare facendo clic su Sfoglia per materiali nel menu a sinistra:

Di default viene visualizzata la scheda Sfoglia, che contiene l’elenco dei gruppi predefiniti. Altre funzioni, abbastanza intuitive, si trovano nelle schede Cerca, Consigli e Dalle persone che segui (se seguiamo qualcuno tipo Twitter). Dalla scheda Sfoglia facciamo quindi clic sulla scritta Visualizza tutti 19 in modo da visualizzare tutti i gruppi predefiniti:

Facendo clic sul simbolo + davanti al numero di feed si vedono i nomi dei siti inclusi nel gruppo, al quale possiamo iscriverci premendo il pulsante Iscriviti. Eventuali siti che non ci interessano possono poi essere cancellati individualmente.

Piccola nota: come abbiamo visto, i gruppi predefiniti nella versione in italiano di GR sono 19, mentre nella versione in inglese sono più di 500. Chi conosce questa lingua troverà quindi molto più materiale nella versione in inglese (per modificare la lingua andate in Impostazioni):

Fatte tutte le nostre aggiunte ed eventualmente anche qualche ricerca supplementare utilizzando le altre schede, possiamo dare una riordinata ai feed ai quali ci siamo appena iscritti, in modo da avere sempre tutto bene sotto controllo. Per accedere alle opzioni di gestione delle iscrizioni, dobbiamo fare clic sulla freccetta rivolta verso il basso che si trova alla destra della voce Iscrizioni e, dal menu popup che compare, selezionare l’opzione Gestisci iscrizioni:

Nella pagina successiva viene visualizzato un elenco in ordine alfabetico di tutti i siti che abbiamo deciso di seguire e che possiamo ora salvare in una delle cartelle esistenti o in una nuova cartella con il pulsante Modifica cartelle situato alla destra di ogni feed:

Una volta fatto un po’ d’ordine, iniziamo a sfogliare la nostra rassegna stampa. Il formato in cui i singoli articoli ci vengono presentati dall’aggregatore dipende da come ha impostato i propri feed il webmaster del sito. Alcuni articoli verranno quindi visualizzati per intero, mentre per altri (per esempio quelli dei quotidiani) comparirà solo il titolo o il titolo e una piccola porzione del testo. Nello screenshot successivo si vede per esempio il contenuto della cartella Traduzioni, in cui ho riunito tutti i siti sulla traduzione che seguo, che visualizza i primi due articoli da leggere, cioè due nuovi post nel forum proZ in italiano:

Come si può leggere dalle istruzioni a inizio pagina evidenziate nello screenshot in alto, man mano che scorriamo la pagina verso il basso gli articoli verranno contrassegnati come già letti. Un’impostazione di default che può naturalmente essere modificata, così come può essere modificato l’ordine degli articoli (dal più recente al più vecchio o viceversa). Quando troviamo un articolo che ci interessa, basta fare click sul titolo per aprirlo nella sua versione originale in una nuova scheda/finestra del browser. Se invece non abbiamo tempo di leggerlo subito, possiamo sfruttare una delle comode funzioni riportate in calce a ogni articolo:

Selezionando per esempio Aggiungi a Speciali, l’articolo verrà aggiunto ai nostri Elementi speciali (quelli con la stellina), dove potrà successivamente essere recuperato e letto con calma. Ecco per esempio il contenuto della cartella Elementi speciali con un articolo su un software pubblicato già diversi mesi fa, che potrebbe interessarmi e che quindi ho momentaneamente parcheggiato in questa cartella:

Dulcis in fundo, vediamo ora una delle funzioni più interessanti di GR. Per iscriverci ai feed di un nuovo sito che scopriamo mentre bighelloniamo online e che vogliamo seguire, infatti, non dobbiamo ogni volta tornare in GR e incollare l’URL del sito, ma possiamo utilizzare l’apposito bookmarklet che si trova in Impostazioni Reader:

Nella pagina Impostazioni selezioniamo la scheda Extra e scorriamo in basso dove c’è scritto Iscriviti navigando:

Come specificato dettagliatamente nelle istruzioni, si tratta in pratica di selezionare il link Iscriviti… e trascinarlo con il mouse nella barra dei bookmarklet del browser (in Firefox si chiama Barra dei segnalibri), in modo da avere un nuovo segnalibro Iscriviti… a portata di clic:

A questo punto, ogni volta che troviamo un nuovo sito interessante che vogliamo seguire in GR e che fornisce un servizio di feed RSS, riconoscibile di solito per la presenza nella pagina del simbolo , basta fare clic su questo nuovo segnalibro. Se vogliamo per esempio leggere i post del forum in italiano di proZ direttamente nel nostro aggregatore, apriamo la homepage del forum e da qui facciamo clic sul pulsante Iscriviti… che si trova nella barra dei segnalibri del browser:

Per condividere i feed con amici e colleghi, dobbiamo andare nella pagina delle Impostazioni, selezionare la scheda Cartelle e tag e fare clic sul simbolo grigio dei feed che vogliamo rendere pubblici:

Io per esempio ho reso pubblici i miei feed sulla Traduzione, poi li ho convertiti in un feed unico che distribuisce automaticamente i contenuti sui due più noti social network. Se anche voi avete un account su Facebook o su Twitter, potete ricevere questi feed sulla Traduzione direttamente sulla vostra Bacheca:

Stefano

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{ I glossari sono un elemento fondamentale del nostro lavoro. Ogni tanto ci vengono consegnati insieme alla translation memory per rispettare la terminologia del cliente e a volte è il cliente stesso a chiederci di farne uno mentre traduciamo. A me personalmente piace lavorare con i glossari, perché mi aiuta a garantire una certa consistenza terminologica, sia nel testo su cui sto lavorando (soprattutto se è lungo e ci devo lavorare per più giorni), sia nei testi futuri dello stesso cliente. Lavorare con un glossario ben strutturato può inoltre contribuire ad aumentare la produttività, perché in quasi tutti i programmi CAT è possibile sfruttare la comoda funzione di inserimento automatico del termine dal glossario al segmento. Non sempre però è necessario ricorrere a un costoso e pesante software per creare, gestire e condividere i nostri glossari. Prendendo spunto dall’articolo Low-cost terminology management di Gerrit Sanders, oggi vedremo infatti come realizzare un sistema di gestione della terminologia facile ed econonomico, completamente indipendente dal sistema operativo o dal software CAT, che dura nel tempo e che può essere condiviso con altri colleghi o con il cliente.

Pensate che uno dei primi glossari che realizzai risale al 1990. Argomento: gnomonica, una scienza affascinante che ebbi modo di approfondire dopo che mi ero fatto disegnare due anni prima dal mio amico Lucio, su una facciata della mia prima casa, questa bellissima meridiana:

Meridiana

A quei tempi di internet ovviamente neanche l’ombra, ma riuscii a recuperare un po’ di materiale sull’argomento (soprattutto in tedesco e in inglese) rivolgendomi ad alcune librerie specializzate estere che facevano vendita per corrispondenza. Grazie alla mia discreta conoscenza dell’argomento, una volta letto il materiale in tedesco che ricevetti dopo un tot di mesi, decisi di fare un glossario. Allora però non esistevano neanche i cosiddetti software di produttività personale (la prima versione di Office uscì nell’ottobre del 1990), quindi presi carta e penna e cominciai a scrivere. Avendo già allora una spiccata predisposizione per la condivisione, decisi poi di ribattere il tutto a macchina con una piccola introduzione sull’argomento e di inviarlo a Lebende Sprachen, un’interessante rivista trimestrale tedesca alla quale ero abbonato proprio perché pubblicava spesso glossari di altri traduttori, molto utili all’epoca. Qualche mese dopo il mio glossario venne pubblicato e finalmente reso disponibile ad altri colleghi (chissà se qualcuno l’avrà mai usato…). Insomma, tutto il processo è durato circa un anno e mezzo! 🙂
Mi ha fatto poi piacere scoprire alcuni mesi fa, per puro caso durante il mio serendipico girovagare, che ce n’è anche una copia disponibile online:


La versione online è a pagamento e l’unica copia cartacea che avevo purtroppo è andata persa durante qualche trasloco. Ho chiesto all’editore se me ne poteva mandare una copia in formato PDF ma non mi ha ancora risposto. |***UPDATE 22.01.2010: Il sito che ospita la versione online, invece, me ne ha mandata una copia oggi. Per festeggiare questo ricongiungimento, che si è realizzato dopo ben 20 anni, l’ho prontamente trasferito in un foglio di calcolo e utilizzato come modello per questo articolo.|

Oggi quel che è certo è che non ci vuole più tutto questo tempo per condividere un glossario: infatti possiamo creare, gestire e condividere la nostra terminologia utilizzando un semplice foglio di calcolo (spreadsheet) online, come quello del mitico glossario di gnomonica che si può vedere/scaricare/usare come modello facendo clic sulla seguente immagine:

Anche se concepito soprattutto per gestire numeri, formule e dati finanziari, il foglio di calcolo è particolarmente indicato anche per la gestione di un glossario. Innanzitutto è economico, perché consente anche a chi è appena agli inizi della propria carriera, oppure a chi si occupa di traduzioni solo saltuariamente, di creare e gestire i propri glossari senza bisogno di un costoso e pesante software di gestione della terminologia (basta per esempio Open Office). In secondo luogo, è molto flessibile: le colonne possono facilmente essere spostate o nascoste, possiamo aggiungerne di nuove, inserire una nuova riga dove vogliamo, elencare le voci in ordine alfabetico, eccetera. Un altro grande vantaggio del foglio di calcolo è quello che può essere esportato proprio nei tipici formati utilizzati da qualsiasi software di gestione della terminologia (i file tab-delimited con estensione CSV, TXT, XML). Un vantaggio da non sottovalutare, perché vuol dire che chi utilizza sin dall’inizio il foglio di calcolo per creare e gestire i suoi glossari, avrà la certezza di poterli continuare a utilizzare anche in futuro, quando le sue esigenze cambieranno e passerà a sistemi più sofisticati.

Se a questi vantaggi aggiungiamo anche quello di essere disponibile online, possiamo facilmente condividere la nostra terminologia con altri colleghi che per esempio stanno lavorando al nostro stesso progetto o addirittura con il cliente, che in tempo reale può convalidare i nuovi termini comodamente dalla sua scrivania. Ecco per esempio lo screenshot del glossario condiviso con un’altra collega:

Quando il documento viene aperto da due o più persone, facendo clic sulla barra di colore azzurro con la scritta Viewing now si apre la finestra della chat che permette uno scambio di messaggi in tempo reale tra tutti coloro che sono collegati.

Il foglio di calcolo può essere facilmente creato o importato online utilizzando uno dei vari servizi di condivisione di documenti disponibili in internet, tipo Google Docs o Zoho. Se volete utilizzare il modello di glossario che vi ho proposto sopra, potete importarlo direttamente nel vostro account di Google Docs facendo clic sull’opzione Edit this page in fondo al template e poi modificarlo a piacere:

Se invece volete condividere per esempio un vostro glossario MultiTerm con altri colleghi, potete esportarlo con l’ozpione Tab-delimited export definition e poi caricare il file sul vostro account online.
Una volta creato o importato il glossario, per condividerlo è sufficiente specificare – nelle opzioni di condivisione – l’indirizzo email delle persone autorizzate. Esistono anche opzioni avanzate che ci permettono di decidere se queste persone potranno solo vedere il documento oppure anche modificarlo.

Ecco per esempio il modello di glossario che vi ho proposto sopra, che ho prima copiato dal PDF e poi caricato su Google Doc e condiviso pubblicamente con l’opzione SharePublish as a web page:

Stefano

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{ Oggi faccio un piccolo aggiornamento a uno dei miei primi articoli intitolato Sistema pratico e veloce per cercare la terminologia ufficiale usata in Svizzera, in cui vi spiegavo appunto come effettuare una ricerca nel sito della Confederazione. Anche in questo caso mi rivolgo quindi principalmente a coloro che hanno necessità di trovare termini da e in una delle quattro lingue nazionali svizzere (tedesco, francese, italiano, romancio + inglese) che ricorrono in un testo destinato al mercato elvetico. In fondo all’articolo riporterò anche la stringa da aggiungere a IntelliWebSearch per poter effettuare una ricerca automatica mentre stiamo traducendo.

Questa nuova tecnica permette di effettuare una ricerca direttamente nel sito della Confederazione, passando però attraverso Google e utilizzando il parametro di ricerca site:. Si possono così saltare alcuni passaggi rispetto al metodo descritto in precedenza. Supponiamo questa volta di dover cercare il termine Kontrollbescheinigungserteilende Stelle che compare in un testo che dobbiamo tradurre per un cliente svizzero.
Invece di andare sul sito admin.ch, andiamo su Google e nel campo di ricerca inseriamo la chiave Kontrollbescheinigungserteilende Stelle SR site:admin.ch:

Come abbiamo già visto nell’articolo precedente, aggiungendo le due lettere SR alla nostra chiave di ricerca, limiteremo i risultati ai documenti contenuti nella Raccolta Sistematica (che è quella in formato html consultabile online). Specificando invece site:admin.ch, diciamo a Google di cercare solo nel sito della Confederazione. Meglio il parametro site:admin.ch rispetto a site:www.admin.ch, perché permette di cercare anche nei sottodomini del sito admin.ch.

Approfitto per segnalare anche un interessante articolo intitolato Strategie di ricerca su Google, scritto da Ilaria, contenente un dettagliato elenco dei vari parametri che possono essere utilizzati quando cerchiamo su Google.

Come si vede nella pagina dei risultati, la nostra chiave di ricerca è stata trovata in un documento contenuto nella Raccolta Sistematica, che viene quindi visualizzato tra i primi:

A questo punto seguiamo anche qui la stessa procedura già descritta nell’articolo precedente. Facciamo clic sul primo risultato per visualizzare la pagina e, per avere un riferimento, cerchiamo l’esatta posizione in cui si trova il termine tedesco:

Una volta localizzata la posizione del termine, facciamo clic sulla lingua target che ci interessa in alto a destra della pagina (nel nostro esempio Italiano):

Viene così visualizzata la stessa pagina in italiano con il termine tradotto:

Stringhe IntelliWebSearch
Per creare per esempio questa ricerca nel programma IntelliWebSearch, aggiungere le due seguenti stringhe nei campi Inizio e Fine di una nuova ricerca:

Inizio: http://www.google.com/search?as_q=
Fine: SR&hl=en&num=10&btnG=Google+Search&as_epq=&as_oq=&as_eq=&lr=&cr=&as_ft=i&as_filetype=&as_qdr=all&as_nlo=&as_nhi=&as_occt=any&as_dt=i&as_sitesearch=admin.ch&as_rights=&safe=images

Ecco lo screenshot con i dati completi:

La ricerca qui sopra va bene per cercare termini dal tedesco all’italiano o francese. Per effettuare una ricerca contraria dall’italiano/francese verso il tedesco, sostituire SR con RS. Esempio: legge federale RS site:admin.ch oppure loi fédérale RS site:admin.ch.

Stefano

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