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Archive for the ‘software’ Category

{ È uscita da poco una nuova guida in inglese di Trados Studio, molto completa ed esaustiva, scritta dal collega svedese Mats Dannewitz Linder. La guida in formato PDF è disponibile in due versioni separate, una per Trados Studio 2009 e l’altra per Trados Studio 2011.

La copertina del nuovo manuale di Trados Studio

Chiara e facilmente comprensibile perché scritta da un traduttore, la guida illustra su oltre 300 pagine tutto ciò che serve veramente per sfruttare al meglio il programma. Oltre a fornire descrizioni dettagliate, contiene anche numerosi screenshot e link a risorse esterne, come ad es. le poco conosciute “app” di OpenExchange, che rendono Trados Studio ancora più interessante.

Completa la guida un ricco indice analitico che ci consente di trovare velocemente ciò che stiamo cercando.

La guida può essere ordinata al prezzo di € 34,– ($ 45,–) a questo indirizzo, dove sono reperibili anche ulteriori informazioni.

Stefano

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{ Segnalato dal collega Claudio Porcellana nel suo gruppo Tricks for translators su LinkedIn, ho scoperto da poco Archivarius 3000, un tool molto veloce e potente per cercare stringhe di testo in numerosi tipi di file presenti sul PC, disponibile in prova per 30 giorni e poi pagando una piccola licenza. Avendo una vasta collezione di glossari e altre risorse nei più svariati formati possibili, ero da tempo alla ricerca di un software come questo, in grado di trovare in pochi istanti quello che mi interessava in questo marasma digitale fatto di PDF, DOC, TXT, PPT, HTML, ZIP e chi più ne ha ne metta.

Il risultato di una ricerca fatta con Archivarius 3000

Archivarius 3000 è veloce perché si basa sul sistema dell’indicizzazione. Un volta installato il programma, bisogna infatti creare i cosiddetti indici, cioè specificare le varie cartelle in cui dovrà essere effettuata la ricerca. Quando si crea un indice, Archivarius 3000 legge tutti i file contenuti nelle cartelle selezionate, ne estrapola i testi e li salva in un file di indice che verrà usato per trovare velocemente ciò che cerchiamo. Oltre all’indice con le cartelle contenenti tutti i glossari che mi interessavano, ho creato ad es. anche un indice con la cartella Projects di Trados Studio, in modo da poter eventualmente estendere la ricerca anche alle memorie di traduzione e ai glossari di altri progetti già tradotti prima (indipendentemente dal CAT in uso).

Finestra Crea un nuovo indice

La praticità degli indici è evidente: le cartelle selezionate vengono lette fisicamente dal programma una volta sola quando viene creato l’indice (velocità di indicizzazione: circa 1 ora per 2GB) e i risultati della ricerca visualizzati immediatamente. Questo sistema ci permette di indicizzare anche il materiale che abbiamo ad es. salvato su un CD o DVD e poi di includerlo nella ricerca senza bisogno di inserire ogni volta il DVD nel lettore. Gli indici creati possono essere aggiornati periodicamente con il comodo Pianificatore integrato.

Archivarius 3000 è potente perché supporta un nutrito numero di file, è in grado di cercare anche nei più popolari file di archivio, riconosce le chiavi di ricerca in 18 diverse lingue e genera automaticamente tutte le forme delle parole. Inserendo ad es. la parola tedesca gleich, Archivarius 3000 cerca anche le forme simili gleiche, gleicher, gleichem, ecc.

Un altro cavallo di battaglia di Archivarius 3000 è la sua facile integrabilità in IntelliWebSearch. Quello che segue è il codice per lanciare una ricerca in modalità frase esatta (con chiave di ricerca tra virgolette) da IWS:

Label=Archivarius3000
Start=C:\Program Files\Archivarius 3000\Archivarius3000.exe
Finish={F3}{Tab 2}@{Enter}
Window Title=Archivarius 3000 (4.53/x64) - Sistema di ricerca
Notes=Advanced Search by Claudio Porcellana
Quotes Off=No
Pluses Off=No
Encoding=UTF-8
Interword Separator=
Case=1
Copy Key=
Cmd before returning=

Per importare il codice in IWS: selezionalo e copialo nella Clipboard, apri la finestra Search settings di IWS e, dal menu Share, seleziona l’opzione Import from clipboard. Nota: il codice è basato sulla versione italiana del programma e sul percorso specificato nel campo Start=.

Caratteristiche principali

  • Ricerca testuale istantanea di documenti ed e-mail in 18 lingue
  • Supporto per LAN (rete locale) e dischi removibili (CD, DVD e altri)
  • Supporto di grandi volumi di documenti ed e-mail
  • Supporto di numerosi formati di documenti (>50)
  • Ricerca nei più comuni file di archivio (>500)
  • Prezzo contenuto

Punti deboli: supporto tecnico che lascia a desiderare e assenza di un forum. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito multilingue del produttore likasoft.com.

Stefano

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{ È di alcuni giorni fa la notizia che la Commissione europea Directorate-General for Translation ha rilasciato una nuova versione aggiornata della sua Translation Memory of the Acquis Communautaire (DGT-TM). L’acquis comunitario, cioè l’insieme dei diritti e degli obblighi giuridici e degli obiettivi politici che accomunano e vincolano gli stati membri dell’Unione Europea, comprende:

  • i principi, gli obiettivi politici e ciò che è disposto dai trattati e la legislazione applicativa degli stessi;
  • la giurisprudenza della Corte di giustizia europea;
  • le dichiarazioni e le risoluzioni adottate nell’Unione;
  • gli atti riguardanti la giustizia e gli affari interni;
  • gli atti inerenti alla politica estera e di sicurezza comune;
  • gli accordi internazionali fatti dalla Comunità e quelli conclusi dagli Stati membri tra essi nei settori di competenza dell’Unione.

Questo impressionante corpus di translation unit nelle 22 lingue ufficiali dell’Unione Europea è ora disponibile in una release aggiornata, nella quale sono confluiti anche tutti i dati dal 2004 al 2010. L’intera raccolta può essere scaricata gratuitamente da questa pagina (punto 7 Download the DGT Translation Memory), dove sono contenute anche tutte le necessarie informazioni.

Ecco una breve guida in italiano:

Per convertire questa TM in formato TMX e importarla nel nostro strumento CAT preferito, è necessario scaricare dalla stessa pagina, oltre ai file ZIP dei dati, anche l’apposito programma TMXtract e la relativa libreria a collegamento dinamico (file DLL). Il programma di estrazione ci consente di creare una translation memory bilingue per la o le nostre combinazioni di lavoro.

Una volta scaricato tutto il materiale (i 25 file dei dati DGT-TM-2011, il file TMXtract.exe e il file swt-win32-3218.dll), è necessario spostarlo in un’unica cartella. I file dei dati non devono essere decompressi, perché il programma di estrazione accede direttamente agli ZIP. Lanciando il file TMXtract.exe, si apre questa finestra:

La finestra di TMXtract
Procedere in questo ordine:

  1. Selezionare i file source (i 25 file ZIP DGT-TM-2011 scaricati)
  2. Specificare il file di destinazione in cui verrà salvata la TM
  3. Selezionare la lingua source della nuova TM
  4. Selezionare la lingua target della nuova TM
  5. Controllare che tutte le impostazioni siano corrette e fare clic su Start

A questo punto, il file estratto in formato TMX può essere importato in una nuova TM creata ad hoc. ATTENZIONE: vista l’enorme mole di dati, il processo di importazione nello strumento CAT può durare svariate ore!

Maggiori informazioni in inglese sono reperibili in questa pagina. Sul sito del collega Bruno Ciola è possibile scaricare una serie di file TMX già estratti e di dizionari Autosuggest (per Trados Studio). I dati contenuti in questi file sono quelli della vecchia release DGT-TM-2007, ma possono servire p.es. per fare qualche prova prima di scaricare tutto il malloppo aggiornato da 2GB. Disponibile anche un articolo dettagliato con istruzioni passo-passo in tedesco.

Stefano

Fonte acquis comunitario: Wikipedia

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{ Oggi pubblichiamo un nuovo articolo dedicato a iReader, un vecchio componente aggiuntivo di Firefox che non era più compatibile con la nuova versione del browser e che è stato recentemente aggiornato. .

iReader è un pratico plug-in per visualizzare meglio il testo contenuto in una pagina web. Durante i nostri frequenti pellegrinaggi virtuali alla ricerca di riferimenti e informazioni, spesso ci imbattiamo in pagine a più colonne, piene di banner e gadget, in cui il testo dell’articolo principale è scritto con un carattere piccolo, che ci costringe a sforzare gli occhi per leggerlo. Con questo plug-in basta un clic per estrapolare il testo dall’articolo e presentarcelo in un formato chiaro e ben leggibile..

Dopo aver installato iReader e riavviato il browser, ogni qualvolta che visitate una pagina che contiene una sufficiente quantità di testo, nella barra di navigazione comparirà un nuovo pulsante.

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Nuovo pulsante di iReader nella barra di navigazione

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Facendo clic su questo pulsante, si apre una finestra all’interno del browser che visualizza esclusivamente il contenuto che ci interessa, nello stile e nelle dimensioni del carattere che desideriamo. Ecco la stessa finestra di Firefox prima e dopo l’attivazione del componente aggiuntivo.

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Stessa pagina prima e dopo l'attivazione di iReader

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Come si può vedere dallo screenshot, il testo è ora ben leggibile e i nostri occhi non devono sforzarsi troppo. Spostando il cursore nella parte inferiore della finestra di iReader, compare la barra delle opzioni con la quale si può configurare il pug-in in base alle nostre preferenze.

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Barra delle opzioni di iReader

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Maggiori informazioni con screenshot dettagliati sono reperibili in questo articolo di Daniel González (in spagnolo), che ringraziamo per la segnalazione.

Scarica iReader.

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Stefano

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{ Oggi voglio parlarvi di un’applicazione gratuita sviluppata in AIR. L’ambiente AIR è una specie di browser che fa girare sul desktop di qualsiasi sistema operativo applicazioni molto leggere scritte in Html, Ajax, Pdf, Flash e Flex. Una di queste è appunto Klok, che serve a tenere conto del tempo impiegato per svolgere una qualsiasi attività. A noi traduttori può servire per tracciare con precisione le ore trascorse su una lunga revisione o necessarie per un lavoro di ricerca terminologica, la durata di una telefonata fatta all’estero per conto del cliente, oppure anche per scopi statistici: vedere per esempio quanto tempo trascorriamo al telefono o quanto ci mettiamo a tradurre 1000 parole di un argomento che conosciamo bene e 1000 di un altro che affrontiamo per la prima volta.

Per scaricare il programma, fate clic sulla seguente immagine:

Come già accennato all’inizio, l’applicazione è stata sviluppata in un ambiente che richiede la presenza sul proprio computer di AdobeAIR. Se ancora non ce l’avete, verrà installato automaticamente prima di Klok:

Una volta installato, Klok si presenta con questa interfaccia:

Sulla sinistra (a) troviamo l’elenco dei nostri progetti suddivisi in cartelle, nell’area centrale (b) il grafico della settimana con i giorni e le ore, in alto (c) i pulsanti per cambiare vista o consultare i report e in basso (d) le opzioni per archiviare o eliminare i nostri progetti.

Per iniziare a usare Klok, dobbiamo prima di tutto aggiungere un nuovo progetto. A tal fine facciamo clic su Add Project in alto a sinistra:

Dopo aver scelto un modello di progetto tra i tre proposti, il programma aggiunge una nuova cartella all’elenco e passa alla Project View. Nell’area destra si apre la scheda Properties dove possiamo specificare tutti i dettagli del progetto:

Se lavoriamo a progetti diversi, è bene selezionare un colore differente per ognuno di essi, in modo da non fare confusione nella vista settimanale. Una volta inseriti tutti i dati, facciamo clic sul pulsante Update e poi in alto su Week View per tornare alla vista settimanale.

Quando siamo pronti per iniziare il nostro lavoro e vogliamo far partire il conteggio del tempo, non dobbiamo far altro che trascinare la cartella del progetto interessato e rilasciarla sulla scritta Currently working on: nothing in alto:

Come si vede nello screeshot successivo, la scritta Currently working on: nothing è diventata Currently working on: Cliente A e a fianco è iniziato il conteggio del tempo:


Contemporaneamente, in corrispondenza dell’ora del giorno in cui abbiamo iniziato questo lavoro compare una sottile barra dello stesso colore del progetto, che aumenta di spessore man mano che trascorre il tempo.

Una volta che ci siamo accertati che è tutto impostato correttamente e che il conteggio è iniziato, facciamo clic sul pulsante Collapse view in alto a destra:

La finestra del programma si riduce così in una finestra più piccola che rimane in primo piano e quindi sempre ben visibile. Ecco uno screenshot di Word con la finestra ridotta di Klok in primo piano:

Questa della riduzione è un’operazione molto importante: ricordatevi sempre di farla, perché solo la finestra piccola rimane costantemente in primo piano. Se rimane aperta la finestra intera, rischiate di non vederla più e di dimenticarvene.

Quando avete finito il vostro lavoro (o se dovete interromperlo), fate clic sul pulsante Stop per terminare il conteggio:

Se aprite la finestra intera di Klok, noterete che la scritta è tornata Currently working on: nothing e la sottile barra gialla è diventata più spessa perché visualizza tutta la fascia oraria (nell’esempio dalle 11:00 alle 12:00):

Facendo doppio clic su uno qualsiasi di questi segmenti colorati si apre una finestra in basso nella quale è possibile aggiungere dei commenti relativi al lavoro svolto:

La funzione Reports permette di accedere ai grafici settimanali o mensili con la suddivisione del tempo tra i vari clienti:

I report possono essere esportati in Excel facendo clic sulla scritta View/Export Weekly Timesheet che si trova sopra al cestino:

Stefano

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{ Segnalo, per chi non se ne fosse già accorto, che una delle novità più interessanti di Office 2007 è la possibilità di salvare i documenti Word, le cartelle di lavoro Excel, le presentazioni PowerPoint, le tabelle, le maschere o i report Access, i documenti Publisher e così via direttamente dal programma in cui li avete creati, senza cioè bisogno di applicativi esterni. Nelle versioni precedenti di Office, come sappiamo, non era possibile creare direttamente un file PDF, a meno di non istallare programmi aggiuntivi come PDF995 o utilizzare l’acrobata, che occupa oltre 600 MB di spazio sul disco e non è certo uno dei più economici.

L’opzione Save as PDF dovrebbe essere presente di default nelle ultime release di Office 2007. In caso contrario, scaricate questo componente aggiuntivo gratuito di Office 2007.

Una volta installato questo componente, potete per esempio creare le vostre fatture in Excel o Word e salvarle in formato PDF senza bisogno di ricorrere a programmi esterni:

Tra l’altro, anche l’acrobata più piccolo (il Reader, per intenderci) occupa quasi 240MB di spazio sul disco fisso… un po’ troppo per un semplice lettore di file PDF:

Mi sono così messo alla ricerca di un’alternativa e alla fine mi sono imbattuto in un comodo programmino freeware che si chiama Foxit Reader e che potete scaricare facendo clic sulla seguente immagine:

Una volta installato, lo potete utilizzare per leggere i vostri file PDF e soprattutto per recuperare un bel po’ di spazio su disco:

Una delle caratteristiche che rende Foxit Reader particolarmente interessante per un traduttore è la funzione di inserimento delle note:

Molto utile quando dobbiamo per esempio rivedere una traduzione che ci viene consegnata in questo formato.

Per coloro che hanno invece bisogno di funzioni di editing o creazione avanzate, ecco un elenco di oltre 50 alternative opensource/free che possono essere utilizzate al posto dei costosi e ingombranti acrobati.

Stefano

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{ Nuovo articolo dedicato a IntelliWebSearch, l’utile programma freeware sviluppato da Michael Farrell. Se non conoscete ancora IWS, leggete gli altri articoli per saperne di più e per scaricarlo. Oggi vi farò vedere come si fa ad aggiungere una nuova fonte di ricerca online che abbiamo trovato durante le nostre ricerche in internet. L’articolo spiega anche come utilizzare IWS per effettuare una ricerca negli archivi di LANGIT o nell’utilissimo glossario multilingue dell’Agenzia europea dell’ambiente (due fonti di ricerca che al momento non sono ancora incluse nel gruppo predefinito di IWS). Dalla versione 3.1 del programma è stato introdotto un pratico Wizard che permette di aggiungere nuove fonti in modo semiautomatico. Prima vedremo quindi come utilizzare questo Wizard e successivamente come invece effettuare l’aggiunta manualmente, se per esempio il Wizard fallisce o se vogliamo capire meglio come funzionano i meccanismi di ricerca di un motore.

Per utilizzare il Wizard dobbiamo fare clic con il pulsante destro del mouse sulla “i” rossa nell’area di notifica della barra delle applicazioni e, dal menu popup che compare, selezionare l’opzione Wizard:

Nella finestra Fase 1/7 di IWS dobbiamo specificare l’URL del nuovo motore che vogliamo aggiungere, poi inserire una parola e una coppia di parole negli altri due campi:

Una volta aver confermato con il pulsante OK, la pagina del motore specificato si apre nel browser insieme a una finestra con un elenco di cose da fare:

A questo punto basta seguire esattamente le istruzioni che compaiono nella varie finestre (interagendo anche con il browser), in modo da giungere poi all’ultima finestra Fase 7/7 che ci consente di aggiungere la nuova fonte di ricerca al programma:

Come si può notare, i due campi Inizio e Fine non possono più essere modificati, perché contengono già le stringhe giuste che IWS ha impostato in base alle nostre istruzioni specificate nelle finestre precedenti. In questa finestra dobbiamo solo più dare un nome (che qui viene chiamato Designazione) a questa nuova fonte di ricerca, eventualmente selezionare altre opzioni (spuntare per esempio la casella Ricerca multipla) e poi salvarla nell’elenco premendo il pulsante Salva e chiudi in basso a sinistra.

Nei casi in cui il Wizard dovesse fallire perché non è in grado di estrarre i dati necessari, viene visualizzato un messaggio di errore che fornisce utili informazioni per l’eventuale configurazione manuale (senza il Wizard). Una descrizione dettagliata su cosa fare in questi casi è contenuta in questa pagina.

Prima di vedere come funziona l’aggiunta manuale, è necessario fare una premessa: per cercare i termini da noi specificati nel loro database, i motori di ricerca, dizionari ed enciclopedie online utilizzano due metodi: GET o POST. Il primo è quello più frequente e facile da implementare, il secondo invece è più complicato e richiede l’installazione di altri programmi. Capire quale dei due metodi viene utilizzato è molto semplice: con il metodo GET, i termini della ricerca sono visibili nella stringa dell’indirizzo (URL) della pagina dei risultati. Con il metodo POST, invece, non sono visibili.

Facciamo due esempi pratici. Apriamo la homepage di Google e cerchiamo per esempio il termine Mulch:

Come si può vedere bene nello screenshot in alto, l’indirizzo (URL) della pagina dei risultati contiene il termine che abbiamo cercato:

http://www.google.com/search?q=Mulch&ie=utf-8&oe=utf-8&aq=t

Questo significa che Google utilizza il metodo GET. Per il momento teniamo aperta questa scheda del browser e ne apriamo un’altra con la homepage del glossario dell’Agenzia europea dell’ambiente. Qui dobbiamo prima di tutto selezionare la lingua source che ci interessa (nel nostro esempio tedesco):

Poi proviamo anche qui a cercare la parola Mulch, che però non compare nell’URL della pagina dei risultati, anche se è stata trovata nel glossario:

Ciò significa che questo sito utilizza il metodo POST. Proprio mentre facevo le prove per questo articolo, tuttavia, mi sono accorto che quando puntavo il cursore sulla parola mulch, nell’URL di destinazione era incluso anche il termine:

Siamo stati fortunati, perché in questo caso la problematica del metodo POST è facilmente aggirabile. Selezioniamo quindi il termine mulch in modo da visualizzare la pagina dei risultati con le varie traduzioni:

Ora che abbiamo le due pagine dei risultati di Google e del glossario dell’Agenzia europea dell’ambiente aperte nel nostro browser, siamo finalmente pronti per aggiungere queste due nuove fonti di ricerca in IWS.

Facciamo il solito clic con il pulsante destro del mouse sulla “i” rossa nell’area di notifica della barra delle applicazioni e, dal menu popup che compare, selezioniamo l’opzione Impostazioni Ricerche:

Dal menu Modifica della finestra Impostazioni Ricerche selezioniamo l’opzione Aggiungi nuova ricerca:

Si apre così la finestra Nuovo con i vari campi da compilare:

Quelli che ci interessano sono evidenziati in rosso. Nel campo Inizio dobbiamo inserire la porzione di URL che precede la parola mulch, nei nostri due esempi:

  1. Google: http://www.google.com/search?q=
  2. Glossario AEA: http://glossary.de.eea.europa.eu/terminology/concept_html?term=

Nel campo Fine dobbiamo invece inserire la porzione di URL che si trova dopo la parola mulch, cioè:

  1. Google: &ie=utf-8&oe=utf-8&aq=t
  2. Glossario AEA: (questo campo rimane vuoto perché dopo il termine non c’è nulla)

Il campo Codifica serve a definire in che modo i caratteri speciali vengono inviati al motore di ricerca. Se per esempio utilizziamo IWS per cercare la parola Datenträger e vediamo che nella pagina dei risultati c’è scritto invece Datenträger, vuol dire che il carattere speciale ä non è stato interpretato correttamente dal motore. In questi casi dobbiamo quindi modificare l’opzione Codifica in modo che l’interpretazione sia corretta.

Questo per esempio è lo screenshot della finestra Nuovo con tutti i principali campi compilati per il glossario dell’Agenzia europea dell’ambiente, che possiamo così salvare e avere a disposizione ogni volta che lanciamo una ricerca multipla:

Nota importante: per il glossario dell’Agenzia europea dell’ambiente, le stringhe da inserire nei campi Inizio e Fine variano da lingua a lingua e quelle utilizzate negli esempi sopra vanno bene per cercare termini dal tedesco in tutte le altre lingue. Per effettuare una ricerca da un’altra lingua, seguite le varie operazioni illustrate sopra, partendo però dalla homepage del glossario nella lingua source che vi interessa.

Ora facciamo ancora un rapidissimo esempio con gli archivi LANGIT, così prima di fare una richiesta in lista vediamo se il termine era già stato trattato precedentemente. Ricordo che gli archivi della mailing list dei traduttori e interpreti italiani LANGIT contengono tutti i messaggi scambiati in lista dal 2005 a oggi. L’esempio che segue va bene per qualsiasi lingua.

Dopo aver fatto il login con l’indirizzo e-mail che avevamo utilizzato per iscriverci alla mailing list, facciamo clic sul link Search Archives:

Nella pagina di ricerca specifichiamo il termine da ricercare nel campo String (nel nostro esempio Auslandvernehmung) e poi lanciamo la ricerca premendo il pulsante Search per visualizzare questa pagina:

In questo caso sono stati trovati 5 risultati e l’URL della pagina ha questo aspetto:

http://list.cineca.it/cgi-bin/wa?S2=LANGIT&X=7EB7A35521F246FB5C&Y=email%40email.com&q=auslandvernehmung&s=&f=&a=&b=

Stringhe per IWS:

  1. Inizio: http://list.cineca.it/cgi-bin/wa?S2=LANGIT&X=7EB7A35521F246FB5C&Y=email%40email.com&q=
  2. Fine: &s=&f=&a=&b=

L’unica variabile in questa stringa è l’indirizzo e-mail (in grassetto nelle due stringe sopra), che varia da utente a utente. L’importante è inserire nel campo Inizio tutta la porzione di URL che si trova davanti alla parola che abbiamo cercato (che contiene anche il vostro indirizzo e-mail) e nel campo Fine tutto il resto che si trova dopo la parola. Ricordatevi che dovete prima fare il login negli archivi LANGIT, altrimenti non è possibile effettuare una ricerca.

Come abbiamo visto, la procedura di aggiunta è molto semplice se il motore utilizza il metodo GET. Con il metodo POST (fortunatamente molto più raro) è invece più complessa e richiede l’installazione di altri software. Ricordo ancora che esiste un gruppo chiamato IntelliWebSearch Users, dove potete per esempio condividere con altri colleghi le nuove fonti di ricerca e stringhe che avete trovato voi stessi.

Stefano

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